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Fiabe per bambini: come inventarle e come raccontarle

Fiabe bambini leggere

Arriva sempre più frequente la domanda serale “mamma/papà, mi racconti una storia?”. Così a Davide, quasi 3 anni, leggiamo dei libri con brevi storie adatte alla sua età oppure inventiamo dei racconti con protagonisti i suoi giochi o i suoi compagni di asilo.
Vi svelo un piccolo segreto: io e il mio compagno ci siamo preparati a questo momento!
Circa un anno fa infatti abbiamo frequentato un Laboratorio per adulti, realizzato a Milano da Fa-Voliamo (qui la pagina Facebook), per imparare da educatori esperti come stimolare la fantasia dei bambini attraverso lo strumento della fiaba.

Ho posto a Chiara Ieva di Fa-Voliamo, psicologa specializzata in “fiabaterapia”, alcune domande per aiutare noi genitori a capire come approcciarsi al racconto delle fiabe con i propri figli, fin da quando sono piccoli.

Ritrovare l’estate a novembre… senza viaggiare!

I risvegli pigri sotto il piumone, le piogge dispettose che arrivano nel weekend, il buio delle giornate sempre più brevi ci indicano che è arrivato novembre, il mese “traghettatore” verso l’inverno.

E’ il mese in cui le vacanze estive non sono più solo un ricordo, ma un misto di nostalgia.

Ci chiudiamo in casa a piangere e ad aspettare il caldo estivo?
Ovviamente no!

Tutti sull’attenti: bambini, mamme e papà, giochiamo a risvegliare i nostri sensi alla ricerca dell’estate? 😉

5 consigli per stimolare i nostri 5 sensi:

Acquario Civico MilanoVISTA: gran parte di noi quando pensa all’estate si sente catapultato su una spiaggia con ai piedi la schiuma delle onde del mare. Se non viviamo in una località sul mare possiamo “rimediare” con un pomeriggio… all’acquario!
Troviamo il blu intenso dell’acqua che accoglie pesci colorati che si inseguono nelle vasche, l’avvicinarsi alle meduse senza la paura di essere punti, l’ammirare gli habitat ricostruiti con paesaggi esotici. (A Milano l’Acquario Civico è in Viale G. Gadio 2 – Parco Sempione.)

La cesta dei tesori: cosa metterci

Un gioco semplice, educativo, di sicuro effetto e fai da te? Esiste!

I bambini dai 6 ai 12 mesi sono curiosissimi e in piena fase di scoperta del mondo. Per stimolarli e far loro conoscere nuove cose si può costruire in casa una vera e propria “cesta dei tesori”.

E’ sufficiente prendere un cestino (meglio in vimini) e mettere all’interno 5-6 oggetti di uso quotidiano. Dovranno essere di materiali diversi per stimolate il tatto e che possibilmente facciano anche suoni differenti.

Una merenda con… Socrate e Platone! La filosofia per bambini

Filosofia-bimbi

La filosofia è curiosità: fare domande, non smettere di cercare, scoprire. E i bambini sono curiosissimi: con le loro continue domande per conoscere il mondo possiamo dire che sono dei filosofi “d’istinto”!

Io mi sono laureata in filosofia e le mie due tesi di laurea sono state entrambe sul “fare filosofia oggi”, cioè su come applicare la ricerca filosofica all’attualità, alla sociologia, alla politica. Per me la sfida dei filosofi oggi è proprio questa: continuare la ricerca filosofica in funzione della comprensione ed evoluzione degli scenari attuali.

Filosofeggiare = cercare, cercare, cercare.

Mentre preparavo la mia tesi sul rapporto della filosofia con la comunicazione e l’educazione mi sono avvicinata ad una nuova branca della filosofia, molto diffusa negli Stati Uniti e, purtroppo, ancora poco da noi, che è la filosofia per bambini.
Come stimolare – non insegnare perché lo sanno fare benissimo – i bambini a filosofeggiare, cioè ad interrogarsi sulla vita e sul mondo che li circonda?
La mia passione sulla tematica si è limitata alla lettura di qualche libro fino a quando, dopo anni, ho rincontrato una mia compagna di Università che ha approfondito l’argomento e ora conduce laboratori di filosofia con bambini di tutte le età.

Ho chiesto quindi a lei, Agnese Ambiveri, di raccontarci meglio di cosa si tratta.

Cosa vuol dire fare filosofia con i bambini?

Fare filosofia con i bambini per me significa innanzitutto divertirsi e imparare! Divertirsi con loro e imparare da loro. Sì, perché è incredibile quello che si può imparare dalle risposte e, ancor più, dalle domande dei più piccoli! Loro ci insegnano a non dare nulla per scontato, cosa che noi adulti purtroppo spesso facciamo. Fare filosofia con i bambini è davvero più semplice di quanto si possa pensare, perché proprio loro sono pieni di curiosità e meraviglia verso tutto ciò che è nuovo; sono dei piccoli Socrate: hanno tanta voglia di scoprire il mondo e trovano sempre la domanda giusta per costringerti a metterti in discussione e rivedere le tue certezze. Inoltre, al contrario degli adulti, non hanno alcun pensiero preconcetto sulle cose e la loro onestà intellettuale è disarmante. Credo davvero che siano dei piccoli filosofi!

Dove e come si svolge un laboratorio di filosofia per bambini?

Fino ad adesso i laboratori si sono svolti all’interno di librerie e biblioteche, ma mi piacerebbe molto riuscire a portarli all’interno delle scuole elementari.  Si parte sempre da un’introduzione sulla filosofia (“che cos’è secondo voi?”; “avete mai sentito questa parola?”. Mi piace molto far parlare i bambini!) e da una lettura. Ho usato spesso i libri di filosofia per bambini di Oscar Brenifier e di Emiliano di Marco, entrambi autori che adoro e che consiglio vivamente ad adulti e bambini. Dal brano letto emergono dei temi, delle domande, ad esempio: “che cos’è la verità?”, “chi sono io?”, “quando i sensi mi ingannano?”. La parte più ampia però è quella ludica: prendendo spunto da queste domande penso a dei giochi per i bambini. Mi piace dare libero spazio alla loro creatività e alla loro fantasia. Oppure costruire delle semplici scenografie che diventano per i bambini dei mondi magici (ad esempio la caverna del mito di Platone). Alla fine si raccolgono le impressioni dei bambini e mi piace farli andare a casa sempre con un ricordo del pomeriggio passato insieme.

Come reagiscono i bambini?

La maggior parte di loro, all’inizio, non sa di cosa si tratta. Così molti arrivano tra lo spaesato e l’incuriosito e spesso ho la sensazione che… “pendano dalle mie labbra”! Devo dire che ciò che mi dà più soddisfazione è il vederli partecipare attivamente al laboratorio. Certamente c’è chi interviene più spesso e chi rimane più intimidito, ma nella maggior parte dei casi ho trovato un ottimo livello di attenzione e partecipazione. Quando i genitori vengono a prendere i bambini, questi ultimi sono sempre contenti di mostrare a mamma e papà quello che hanno fatto!

La domanda/l’episodio più curioso che ti è capitato durante un laboratorio?

Alle volte i bambini danno risposte davvero sorprendenti!
Devo ammettere che, da adulta, a volte do per scontato che i bambini ancora non conoscano alcuni concetti, come ad esempio il significato della parola “filosofia”; finché… ad un laboratorio mi è capitata una bambina che si chiama Sofia (9 anni) e che, ovviamente, conosceva benissimo cosa significa “sophia” e addirittura cosa significa “philos”! Altre volte dimentico che noi adulti abbiamo un pensiero astratto, che talvolta ci fa dimenticare il significato letterale delle parole. Così una volta stavo spiegando che per Socrate la domanda più importante, che ogni uomo dovrebbe porsi è “Chi sono io?”, intendendo “Come sono fatto dentro?”; un bambino (5 anni) mi ha chiesto: “Cioè, come sono fatte le mie ossa?”! Mi ha spiazzata, la sua domanda era perfettamente lecita!

 Agnese vi aspetta al prossimo laboratorio!

Per informazioni: Agnese Ambiveri – agnese.ambi@gmail.com