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Dove mangiare a Cagliari con i bambini


Quali sono a Cagliari i ristoranti per concedersi un pranzo o una cena con bambini al seguito?
Il capoluogo della Sardegna sta diventando sempre più family friendly: i locali propongono (soprattutto nei mesi estivi) soluzioni e attenzioni per le famiglie, adatte sia per chi vive in città sia per chi si concede una vacanza sull’isola.

L’elenco è in continuo aggiornamento: se volete segnalare altri ristoranti e pizzerie a misura di famiglie scrivete a mammaincitta@gmail.com!

Locanda dei Buoni e Cattivi

Locanda

Un angolo di pace e relax per i neogenitori: il ristorante (con anche Bed&Breakfast) nato dalla Fondazione Domus de Luna Onlus è perfetto per i genitori di bimbi piccoli che cercano un ambiente tranquillo e con i servizi per trascorrere un pranzo o una cena in famiglia.
La Locanda infatti si trova in una zona fuori dal traffico cittadino e dispone di un piccolo giardino ombreggiato in cui poter assaggiare i prelibati piatti preparati con prodotti biologici e a Km0, con una scelta anche nel menu bimbi.
I piccoli ospiti hanno a disposizione un tavolino con colori, libri, giochi. In bagno è presente un fasciatoio.
Inoltre nel giardino le 2 tartarughe di terra, Buona e Cattiva, sono felici di “farsi coccolare” dai baby amici.
Da sottolineare che la struttura è un’impresa sociale premiata come la migliore in Italia: per i ragazzi e le giovani mamme che ci lavorano è un’opportunità di riscatto della loro vita, per crescere e rendersi autonomi costruendosi un futuro migliore.
Dove: Via Vittorio Veneto 96
Telefono: 070 7345223

Neomamme: aiuti e servizi anti stanchezza

neomamme

Quanto può essere stanca una neomamma? Solo chi ha vissuto l’esperienza può capire cosa significa essere alle prese con: allattamento, nuove responsabilità, un piccolo che piange per motivazioni che non capiamo, visite (spesso non gradite) di parenti che arrivano nella casa dei neogenitori, notti in bianco e poco tempo anche per semplicemente consumare un pasto o farsi una doccia.

La società si sta mutando alla velocità della luce: oggi le mamme (e i papà) si ritrovano spesso soli, senza aiuti esterni, soprattutto in contesti di grandi città.
Tutto però è superabile con una buona organizzazione e innovativi servizi nati proprio per aiutare i neogenitori alle prese con i primi mesi del nuovo arrivato!

Libri per gestire la rabbia dei bambini

Bambini e rabbia: sembra quasi una dualità impossibile, ma non per chi è genitore.
Gli “angelici” bambini in realtà, soprattutto verso i 3 e 4 anni, possono avere diversi momenti di rabbia, con la disperazione di mamme e papà che non sanno come comportarsi.

La motivazione, come gli psicologi ci spiegano, è che i bambini provano un’emozione che non riescono a gestire e che così si ingigantisce. Infatti i motivi scatinanti di veri scatti d’ira nei bambini sono per lo più molto banali: un gioco rotto, un no di un genitore, una piccola gelosia tra fratelli o amici.

Non è semplice, ma un genitore di fronte a questi episodi dovrebbe mantenere la calma e rassicurare il bambino per aiutarlo nella gestione di qualcosa che lo sta sconvolgendo e lui da solo non riesce ancora a dominare.

La letteratura per l’infanzia affronta questo tema con ottimi libri che riescono a dare elementi utili al bambino per comprendere cosa gli succede quando si sente arrabbiato.

Libri per bambini sulla rabbia

 

Il più celebre (e amato da genitori e bambini) è Che rabbia di Mireille d’Allancé (Babalibri).

Libri Rabbia1
E’ la storia breve ma magistralmente illustrata di Roberto, un bambino che si sente salire qualcosa di strano fino alla sua gola e che uscirà dalla sua bocca: un grande mostro rosso che inizia a distruggere la sua camera. Fino a quando Roberto gli dice di andarsene e allora lui diventa piccolo piccolo, fino ad entrare in una piccola scatola che il bambino chiude.
Il mostro rosso è proprio la rabbia.

Libri Rabbia2

Libri Rabbia3

Eolie con i bambini: Vulcano

Vulcano

Meta gettonatissima per le vacanze di quest’estate, le isole Eolie si preparano ad accogliere tantissime famiglie curiose di scoprire le sue spiagge e i suoi luoghi.
Ho chiesto a una mamma esperta della zona di raccontarci cosa non perdersi per un visita con i bambini nel suo territorio, l’isola di Vulcano, vicino alla Sicilia, a cui ha dedicato sul suo blog diversi articoli tra cui “Vulcano con i bambini“.
Lei è Brunella Farina, giornalista, blogger e web content editor. Sul suo blog Mamma Writer dà voce a tutti gli stravolgimenti emotivi che la maternità comporta, oltre a fornire alle mamme informazioni e supporto su una vasta gamma di argomenti relativi alla maternità.

Quali spiagge della zona di Vulcano sono più adatte alle famiglie con bambini?

A Vulcano la spiaggia più adatta alle famiglie con bambini è senz’altro quella delle “sabbie nere”, sia perché consente un facile accesso al mare, sia perché si tratta di un’ampia spiaggia sabbiosa con un fondale dolcemente digradante. Il nome, lo ricordo, deriva dal colore nero della fine sabbia di origine vulcanica.
Segnalo inoltre la presenza di un attrezzato stabilimento balneare ubicato all’estremità della baia di ponente. Esso, oltre alla possibilità di affittare ombrelloni e lettini, mette a disposizione degli ospiti un accogliente luogo di ristoro dove poter degustare le prelibatezze isolane (come il celebre pane cunzato eoliano), un comodo parcheggio privato, servizi igienici e doccia. Inoltre è anche possibile noleggiare canoe e pedalò per trascorrere qualche ora diversa insieme ai propri bambini.
Come raggiungere le sabbie nere? È davvero semplice! Partendo dal porto principale è possibile percorrere a piedi o in macchina una strada dritta che costeggia i fanghi termali e che conduce a uno degli accessi alle sabbie nere. La distanza da percorrere è pari a circa 900 metri.
Vi do una dritta: il mare più calmo e trasparente delle sabbie nere lo trovate all’estremità destra della baia, dando le spalle al porto di Levante.

Vacanze in Sardegna con i bambini su un Westfalia

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La Sardegna delle spiagge incontaminate, delle strade che passano tra pinete, di paesini arroccati che accolgono con la loro ospitalità e i loro piatti tipici i turisti che vogliono conoscerli, della vacanza all’insegna di relax e libertà, esiste e non solo nell’immaginario comune di qualcosa che non c’è più. Ma, soprattutto, attenzione attenzione, è possibile viverla con bimbi al seguito, on the road e low cost.

Ho visitato con la mia famiglia la Costa Verde della Sardegna, nella parte sud ovest dell’isola. È la parte più selvaggia della Regione (il nome indica proprio che è la parte ricca di verde e natura incontaminata) e abbiamo deciso di viverla appieno scegliendo di muoverci e dormire in un camper, in un Volkswagen Westfalia d’epoca affittato per l’occasione.

Noi e il nostro Ralph (il nome simpaticamente dato al camper) abbiamo visitato Masua (Pan di Zucchero), Cala Domestica, Buggerru, Piscinas.

E’ stata un’esperienza elettrizzante per tutta la famiglia. Se siete anche voi una famiglia che ama viaggiare, ecco le cose da sapere per vivere questa esperienza.

Come organizzare un viaggio in Westfalia con i bambini in Sardegna

Se anche voi, come noi, non avete mai viaggiato in camper e non avete idea di cosa bisogna portare con sè di essenziale, questa è la soluzione che fa per voi.
Noi infatti abbiamo affittato un Volkswagen Westflaia di Slowestisardinia già interamente accessoriato per partire per l’avventura, con lenzuola, asciugamani, torce, pentole, piatti, etc. E’ stato come affittare una casa su Airbnb, con già tutto il necessario per entrare e viverla per il periodo di affitto.
Prima della partenza vengono date le semplici istruzioni per utilizzarlo e per ogni evenienza il team dell’affitto è contattabile per risolvere eventuali problemi.
Il seggiolino auto è fissabile nella parte anteriore del mezzo, accanto al guidatore, con le cinture predisposte.

Westfalia bambini5

Come ritrovare l’orsetto perso

orsetto

Gli incubi materni hanno diverse forme. Una di queste è che il tanto amato orsetto, doudou o gioco preferito del figlio si perda, magari durante una passeggiata in città.

Chi ha vissuto questo dramma mi ha raccontato di bambini che non volevano addormentarsi, di pianti incessanti e di sensi di colpa che nascono nei genitori per averlo perso.

Non è raro vedere affissi sui pali della luce i classici cartelli “wanted” non di pericolosi pistoleri, ma di teneri peluche andati persi in zona.

Uno strumento online per la ricerca dell’orsetto perso

Valentina, mamma milanese di Cecilia che ora ha due anni, ha avuto un’eccellente idea: se Facebook è il mezzo che più di tutti rende virali notizie e appelli, perchè non utilizzarlo anche per aiutare questi genitori nella ricerca dei giochi persi?
Ha creato così una pagina Facebook dal nome esplicito: “Ho perso l’orsetto”.
Su questa pagina vengono pubblicati gli appelli dei genitori alla ricerca di giocattoli persi in città: viene mostrata la foto del giocattolo e vengono date le indicazioni della zona in cui si è smarrito. Inizia così il tam tam delle condivisioni per espandere la ricerca tra i genitori della zona.