• Hai bisogno di relax? Una SPA per te e i bambini!

    Date: 2016.05.18 | Category: FamilyFriendly, Tempo libero, Viaggi | Response: 0

    Spa-bambini-piscina
    Centro benessere
    : per una mamma sempre di corsa e indaffarata questo luogo rappresenta un sogno.
    Spesso per regalarsi una giornata alle terme è necessario organizzarsi con nonni e baby-sitter perché notoriamente sono luoghi per nulla adatti ai bambini.

    Ma questa non è più una verità assoluta: ebbene sì, esiste un’intera SPA adatta a tutta la famiglia!
    E visto che quando si va alle terme la parola d’ordine è relax, questo luogo è completamente organizzato per far sentire a proprio agio i bambini e far sì che i genitori si godano ore di benessere e tranquillità, non lontano ma con i propri figli. Come? Semplicemente tutti gli spazi sono organizzati per accogliere bambini anche piccoli e le temperature di sauna e calidarium la domenica vengono abbassate per rendere l’esperienza fruibile e adatta a tutti, compresi i bambini dai 2 anni.

    Un miraggio? A me pareva di sì prima di entrare da Tata-o – Baby Family Spa dove ho vissuto una giornata con la mia famiglia tra piscine, grotta del sale e giochi, rilassandomi e vedendo tantissimi sorrisi sul volto di mio figlio Davide.

    SPA con i bambini: la struttura Tata-o
    Tata-o si trova a 45 minuti da Milano, a Gromlongo di Palazzago, in provincia di Bergamo.
    E’ una meravigliosa villa, curata nei dettagli, ai piedi delle montagne bergamasche.
    Il Resort dispone anche di camere e di una caffetteria.
    All’esterno è presente anche un piccolo parco giochi su un terreno di sabbia con cui giocare con palette e secchiello.

    Spa-bambini-Tata-o

    L’ingresso alla SPA e alle piscine: gli spogliatoi
    Superato il portone d’ingresso del Resort, abbiamo lasciato la macchina nell’ampio parcheggio (i cui posti auto sono delimitati da allegri fiorellini disegnati a terra) e, come nelle favole, abbiamo attraversato a piedi un ponticello di legno sopra un viottolo d’acqua e siamo entrati nella SPA.
    Appena dentro Davide è corso al grande tavolo basso con i trenini che intrattengono i bambini mentre i genitori si rivolgono alla reception per ricevere le chiavi degli armadietti e i teli.
    Vi lascio immaginare il mio stupore quando siamo stati accompagnati negli spogliatoi e mi hanno indicato quello per i bambini: un salone con 8 fasciatoi con accanto ad ognuno una vaschetta in cui lavare i più piccoli! In fondo sono presenti anche water e lavandini piccoli (come quelli negli asili) e una doccia.

    Spa-bambini-spogliatoi
    Diciamoci la verità: “lo stress da spogliatoio” dei genitori è molto comune, ma qui per fortuna non si prova!
    Negli spogliatoi sia uomini che donne sono inoltre presenti attaccapanni bassi e pedane per alzarsi, per es. per utilizzo dei phon.

    La SPA per tutta la famiglia
    Sauna, cascata di ghiaccio, calidarium, percorso Kneipp (docce di acqua fredda/calda su ciottoli di pietra), docce emozionali: l’ambiente rilassato “coccola” ogni persona che entra e i bambini si divertono a scoprire questi nuovi ambienti.
    Durante le ore che sono stata lì non ho visto nessun bambino piangente o agitato… c’è il trucco? Ebbene sì: oltre alle luci soffuse e la musica rilassante, ci sono anche in alcune stanze delle scatole con giochi che intrattengono i bambini e frutta e verdura da sgranocchiare durante il percorso (per i più golosi ci sono anche dei chupa-chups!).
    Così, mentre io mi sono distesa e rilassata (reduce dall’evento Mammacheblog, il raduno nazionale delle mamme blogger) nella stanza del sale rosa dell’Himalaya, Davide ha giocato vicino a me in un ambiente che favorisce la depurazione delle vie respiratorie anche dei più piccoli.

    Spa-bambini-stanza-del-sale

    Spa-bambini-docce-emozionali

    Le piscine
    Piscina Goccia: aprire una porta, immergersi in acqua riscaldata, guardare in alto e… accorgersi di essere all’aperto!
    La piscina ha al centro una zona idromassaggio e ai lati una corrente circolare ti trasporta con dolcezza. Davide ne è stato entusiasta: si è appoggiato ai tubi galleggianti e si è lasciato trasportare dalla corrente tra risate e la sua stessa meraviglia di muoversi autonomamente nell’acqua!

    Spa-bambini-piscina-idromassaggio

    Spa-bambini-piscina-oceano
    Piscina Oceano: la grande piscina interna, con vista sulle colline circostanti, è il cuore del percorso. L’acqua è riscaldata e i bambini possono muoversi con i salvagenti a disposizione, divertirsi sotto la cascata, sperimentare lo scivolo o giocare con i giochi a bordo vasca.
    Attorno alla piscina sono presenti diversi fasciatoi, comodi per cambi veloci.

    Spa-bambini-fasciatoi

    La formula Family Day Spa
    Ho vissuto con la mia famiglia un’intera giornata presso Tata-o; con il ticket d’ingresso giornaliero con questo tipo di formula sono compresi anche pranzo e merenda.
    Abbiamo pranzato presso la caffetteria (attrezzata con seggioloni e stoviglie per i bambini) dove Davide ha giocato con la cucinetta in legno vicino ai tavoli.
    Prima di ripartire ci siamo concessi anche una merenda con torte, yogurt, succhi di frutta biologici e… un po’ di giochi con la sabbia!

    Spa-bambini-parco-giochi

    Siamo usciti dal Resort felici e rilassati: testato per voi… non vi resta che organizzare il vostro Family Day Spa!

    TATA-O FAMILY SPA & RESORT – Via Gromlongo 20, Gromlongo di Palazzago (Bg)
    Contatti: info@tata-o.it – Tel. 035 63 15 263

  • Libri per sviluppare il linguaggio

    Date: 2016.05.12 | Category: Tempo libero | Response: 0

    Pioggia, pioggia, pioggia. Questa settimana sta trascorrendo così, sotto nuvole che non vogliono abbandonare Milano e acqua che rende inaccessibili i parchi gioco.

    Cosa fare in casa con un bambino di 2 anni?

    Sono entrata in una libreria specializzata per l’infanzia (Aribac, Via Porpora, Milano) ) e, grazie all’aiuto delle bravissime libraie, ho trovato un libro proprio da “Mamma in città” che ha conquistato sia me che il mio bambino.

    Le mie prime 1000 parole” è un libro con molti disegni che illustrano sia la quotidianità (“Il mattino”, “All’asilo”) che situazioni metropolitane (“Si parte! -i mezzi di trasporto-”, “La caserma dei vigili del fuoco”, etc.).
    Accanto ad ogni disegno una scritta indica di quale oggetto si tratta.

    Il libro è utile per accompagnare il bambino nel saper nominare gli oggetti attorno a sè.
    La lettura è sicuramente efficace se accompagnata da un adulto, con cui il bambino può relazionarsi sia per ascoltare la sonorità della parola da abbinare all’immagine, sia per avere la soddisfazione di ripetere correttamente i vocaboli e sentirsi incoraggiato con un “Bravo!”.

    Mio figlio Davide, pur non avendo manifestato finora un grande interesse per i libri rispetto a giochi più dinamici, ogni sera cerca il libro, si siede vicino a me o al papà, e ci invita ad iniziare la lettura/gioco.
    Il libro attira la curiosità sia per le sue grandi dimensioni che soprattutto per i colori accessi e la simpatia dei disegni.
    Inoltre le pagine sono plastificate, quindi il bambino, anche piccolo, è autonomo nello sfogliarlo.

    Libro linguaggio bambini

    Davide sta imparando ogni giorno tante parole nuove che ama ripetere: quando il sole tornerà saremo pronti a uscire e andare in giro per la città a riconoscere tutti gli oggetti disegnati nel libro!

    Il libro di cui parlo è adatto peri bambini dai 2 ai 4 anni ed è in vendita anche su Amazon:

    Altri libri simili:
        

    Conoscete altri libri divertenti ed efficaci per sviluppare il linguaggio?

  • Viaggiare soli in aereo con un bambino

    Date: 2016.05.02 | Category: Viaggi | Response: 0

    Viaggiare aereo bambini

    Ho raccontato in diversi post la mia passione per viaggiare e il mio nuovo status di “mamma viaggiatrice” (es. “Siamo mamme viaggiatrici“, “Sei una viaggiatrice mamma se…“).

    Viaggiare con i bambini è sicuramente entusiasmante, ma non è da nascondere che molte volte significa fatica e l’organizzazione è più complessa rispetto al viaggiare solo con adulti.

    E viaggiare sole con i bambini? Si può fare? Certo che sì!
    Se l’idea inizialmente può spaventare, vi assicuro che “buttarsi” nell’esperienza farà apparire tutto più semplice… anche con i bambini più scatenati come il mio!

    Dopo aver affrontato il primo viaggio da sola in treno con Davide quando aveva 14 mesi (ve l’avevo raccontato nel post “Trenopendolare“), ora ho vissuto con lui un “viaggio a 2” in aereo!

    Come mi sono organizzata con il mio quasi duenne (e quindi in braccio a me durante il volo)? Ecco semplici dettagli che possono fare la differenza per vivere serenamente (mamma – ma anche papà, nonna, zio – e bambino) il viaggio.

    ✈ Utilizzo di fasce/marsupi ergonomici: se il bambino è piccolo questa è la soluzione migliore per viaggiare “con le mani libere” e rassicurare il bambino che sarà, senza sforzi, sempre a contatto con la mamma.
    Se il bambino è più grande ma non ancora autonomo per camminare a lungo e usate un passeggino, sappiate che potrete portarlo comodamente fino sotto all’aereo dove il personale presente alla scaletta di entrata lo prenderà in consegna e lo etichetterà (non è necessario, soprattutto se non avete bagagli da imbarcare, passare dal check-in per l’etichettatura del passeggino, potete andare direttamente al gate).
    All’arrivo il passeggino sarà il primo bagaglio che uscirà dal rullo delle valigie. Alcune compagnie aeree invece lo consegnano, su richiesta, già all’uscita dell’aereo.

    ✈ La scelta del posto: se avete la possibilità di sceglierlo voi stesse nel momento del check-in online o potete chiederlo in fase di stampa del biglietto, vi consiglio vivamente di preferire un posto esterno e non vicino al finestrino. Si pensa generalmente che i bambini siano affascinati dal guardare dall’oblò e quindi a rimanere calmi, ma, fatta eccezione del decollo, la loro attenzione poi generalmente non è catturata a lungo da un paesaggio monotono di nuvole.
    Rimanere nella parte esterna, verso il corridoio, vi permetterà di alzarvi per fare una passeggiata senza disturbare i vicini e di avere più spazio perché il bambino in braccio a voi sia più comodo (per es. per sdraiarsi tra le vostre braccia in caso di stanchezza/sonno).

    ✈ L’indispensabile: lo zaino. Portate con voi uno zaino come bagaglio a mano. Può succedere che il bambino, soprattutto durante l’attesa dell’imbarco, voglia correre per l’aeroporto e voi dobbiate seguirlo. In questi momenti è utile poter “abbandonare” tranquillamente valigie/borse da cabina che avete con voi, mentre tutto ciò che è importante (biglietti, portafogli, documenti, etc.) sarà comodamente sempre con voi, senza paura di perderlo.
    Anche se viaggiate con una compagnia low cost che permette l’imbarco a bordo di un unico bagaglio non abbiate dubbi: scegliete uno zaino.

    ✈ Quando salire sull’aereo? Quasi tutte le compagnie riservano l’imbarco prioritario a chi viaggia con bambini. Tuttavia questo significa entrare per primi sull’aereo e dover attendere che tutta la gente del volo si imbarchi. Tra bagagli da sistemare, gente che cerca il posto e il poco spazio a disposizione su un aereo, il bambino sarà costretto a rimanere fermo sul sedile o in braccio a voi, ancor prima della partenza. Questo potrebbe irritarlo e renderlo agitato per il volo. Io ho preferito “farlo sfogare” giocando e correndo al gate e salire poco prima della partenza.

    ✈ Un piccolo “trucco” per evitare mal d’orecchie nelle fasi di decollo e di atterraggio.
    Quando l’aereo sale o scende, spesso, a causa di una differenza di pressione, sentiamo le orecchie “tapparsi”. A noi adulti viene spontaneo deglutire e far sparire così il fastidio.
    Per i bambini invece non è un riflesso spontaneo “deglutire a forza” e quindi per i neonati viene consigliato di allattare o dare il ciuccio durante la partenza e l’arrivo per forzare la deglutizione. Per i più grandi il consiglio più diffuso è quello di offrire loro da bere.
    Quando siete da sole con un bimbo in braccio (che non sta fermo) dare dell’acqua può risultare molto pericoloso: il rischio di rovesciare il liquido con effetto che si/vi bagni è molto alto.
    Per questo ho portato con me un alimento che a Davide piace molto (e quindi ero sicura che lo avrebbe mangiato), che non sporca, che favorisce la deglutizione, che “non finisce subito” ma ho potuto dargli per tutto il tempo del decollo e dell’atterraggio e che è comodo da portare con sè. Prima di partire ho preparato una scatolina con piccole scaglie di Parmigiano! Ha funzionato! :)

    ✈ Intrattenere: a meno che il volo sia di molte ore, sconsiglio di portare in aereo giochi, sia per non caricarsi di peso sia, soprattutto, perché ogni volta che il gioco cadrà dalle mani del bimbo sarà un’impresa ritrovarlo sotto i sedili. Oltretutto in alcuni momenti del volo come quelli inziali e finali, o in caso di turbolenze, non ci si potrà alzare e il rischio è che il bambino pianga perché rivuole il suo gioco caduto che non potete recuperare.
    In questi casi è da ricordarsi di impostare prima del decollo il proprio cellulare/tablet in modalità aereo e accenderlo quando opportuno per vedere con il bambino uno dei suoi cartoni preferiti (che avrete diligentemente caricato sul dispositivo prima della partenza).

    ✈ I vicini di posto: non spaventatevi, vedrete che saranno comprensivi! 😉 Cercate fin da quando vi sedete di creare un “feeling” con loro scusandovi in anticipo dell’eventuale disturbo che arrecherà il bambino e chiacchierando con loro. Saranno loro i vostri alleati nell’intrattenere il bimbo… volenti o nolenti! 😉

    Noi ce l’abbiamo fatta e il volo è andato bene, senza pianti!

    Voi avete già viaggiato da sole in aereo con il vostro bimbo? Attendo i vostri consigli!

  • Volandia: una giornata di divertimento con i bambini!

    Date: 2016.04.12 | Category: Tempo libero | Response: 0

    Volandia

    Osservare gli aerei è qualcosa di affascinante sia per i bambini che per gli adulti.
    Chi quando è all’aeroporto non rimane incantato nel vedere da vicino gli aerei in partenza e in atterraggio? E quante domande ci pongono i nostri figli su come si fa a volare?

    Volandia è un museo-parco tematico accanto all’areoporto di Malpensa (vicino al Terminal 1) ed è stato creato per offrire percorsi interessanti sia per gli adulti che per i bimbi di tutte le età.

    Agli adulti è dedicata la parte più “museale”: vecchi modelli di aerei, molti pannelli con descrizioni e notizie tecniche/storiche; i bambini più grandi possono essere accompagnati nella scoperta di come funzionano i motori degli aerei e i più piccoli sono entusiasti di salire e scendere dagli aerei aperti al pubblico, di “volare” sui giochi in legno a forma di aereo e elicottero nel parco esterno.

    Volandia aereo museo

    La visita inizia con un enorme plastico in cui sono presenti tutti i mezzi di trasporto che girano in una grande città: macchine, camion, treni e ovviamente aerei nel cielo. Una pedana rialzata permette di vedere il modello in una posizione favorevole anche ai bambini e, con un joystick collegato ad una telecamera posizionata sopra questa città, si possono zoomare su uno schermo le varie parti della ricostruzione in scala, così da vederne di particolari. Attorno sono presenti piccoli aerei sia posizionati per terra che agganciati sul soffitto.

    Volandia modello città

    Si entra poi nei padiglioni che raccontano la storia dell’impresa dell’uomo nel riuscire a volare: dai primi prototipi di aeroplani alle mongolfiere (su una delle quali ci si può salire anche se non vola).

    Un intero padiglione è invece dedicato alla storia dell’uomo nello spazio: le navicelle e i satelliti lanciati nell’atmosfera, le tute usate dagli astronauti, gli studi fatti per raggiungere gli altri pianeti.
    Tutto questo è affascinante, ma la vera sorpresa è quando si apre una tenda e ci si ritrova… sulla Luna!
    Sì, ecco la macchinina usata dalla Nasa per spostarsi sul suolo lunare e ci si può salire! Il mio bimbo non ha perso l’occasione di provare anche tutti i tasti con cui si guida quest’auto speciale.

    Infine il padiglione che entusiasma più di tutti: quello dei grandi aerei ed elicotteri (soprattutto militari e delle forze dell’ordine) su cui ci si può salire!

    Se visitate Volandia in una giornata di bel tempo potrete godervi anche gli spazi esterni.
    Un grande prato ospita giochi “esclusivi” in legno che riproducono aerei: scivoli, dondoli, altalene e anche un elicottero in legno su cui ci si può salire e immaginare di pilotarlo!
    Accanto ai giochi c’è un bar con tavolini e sedie.

    Volandia bambini giochi Volandia bambini giochi

    E gli aerei che volano in cielo? E’ sufficiente andare dietro ai capannoni e ci si ritrova proprio davanti agli aerei in partenza dal Terminal 1 di Malpensa. Senza uscire da Volandia, si sale su una torretta e… inizia lo spettacolo! Si è in “prima fila” a vedere gli aerei che si alzano in volo!

    VOLANDIA, PARCO E MUSEO DEL VOLO
    Area Ex officine Aeronautiche Caproni: Via per Tornavento n.15, Case Nuove 21019 Somma Lombardo (Varese).
    ss336 per Malpensa uscita Somma Lombardo – Case Nuove.
    Collegamento pedonale con Aeroporto Malpensa – T1

    BIGLIETTO INTERO ADULTI: € 11
    BIGLIETTO BAMBINI (3-11 ANNI): € 5
    BIGLIETTO BAMBINI (FINO A 2 ANNI): GRATUITO

    DA MARTEDÌ A VENERDÌ: 10.00 – 19.00 SABATO E DOMENICA: 10.00 – 19.30
    Chiusura biglietteria alle 17.30

  • Brunch sui Navigli con i bambini

    Date: 2016.04.06 | Category: FamilyFriendly, Tempo libero | Response: 0

    locale-brunch-Navigli

    Sono arrivate le domeniche di sole: ole’!
    I bambini (e pure gli adulti) vogliono trascorrere le giornate fuori casa: ole’!
    I Navigli milanesi sono una risorsa nella grande città per fare piacevoli passeggiate all’aria aperta: ole’!
    Tutto perfetto allora? Beh sì, fino a quando non arriva il problema di dove mangiare.

    La zona dei Navigli nella città di Milano è ricca di locali che sono perfetti per i giovani e i turisti ma che spesso sono troppo affollati, cari e non a misura di bambino.

    Avendo scovato per caso un locale che risponde a tutti i 3 punti precedenti… non vedo l’ora di presentarvelo!

    Sì chiama “Anadima” ed è in via Pavia 10: la domenica presenta un brunch gustoso per adulti e bambini!

    Perché è così speciale? Il fornito tavolo self service no limits offre torte salate, frittate, paninetti, bagels con salmone e verdure. La parte dolce ha sia torte, brioches che yogurt e frutta. Sì sceglie tra tanti succhi di frutta e Nescafe normali o golosi (es. io ho provato quello alla nocciola… buonissimo!).

    piatto-brunch-Navigli

    I bambini possono stuzzicare da piatti dei genitori o scegliere dal menù dedicato a loro es. una pasta al sugo.
    E mentre si chiacchiera i camerieri (gentilissimi con i piccoli) portano al tavolo giochi in legno, matite e pennarelli, disegni di Peppa Pig da colorare.

    giochi-brunch-Navigli

    disegno-brunch-navigli

    Si può prenotare per il primo turno (fino alle 13.30) o per il successivo. Tuttavia fino alle 12.30 si trova facilmente posto anche senza prenotazione.

    Sono presenti dei seggioloni da richiedere all’atto della prenotazione; in bagno un fasciatoio “basic” (non è presente il materassino, ma si può rimediare con un asciugamano portato da casa) è a disposizione dei più piccoli.

    Prezzo brunch
    adulti: 22 euro
    bambini fino ai 10 anni: 12 euro

    Conoscete altri locali per un brunch con i bambini in zona Navigli?

  • Educazione, la nostra sfida

    Date: 2016.03.31 | Category: Pensieri | Response: 2

    Educhiamo

    Io e mio figlio (Foto di Donatello Lorenzo)

     

    Ho letto Tracy Hogg, ho sfogliato i principi di Maria Montessori, mi sono iscritta alle newsletter dei principali siti di puericultura, ma tu mi ripeti ogni giorno che nessuno di loro ha ragione.

    Un abbraccio non calma sempre un pianto, un castigo non equivale ad un insegnamento.
    La formula magica per far terminare un capriccio non è ancora stata scoperta e nessun ciuccio, barattolo della calma, disegno sono talismani efficaci, almeno fino a quando non traslocano dalla mia speranza alle tue mani.

    Nessun bambino può avere i tuoi stessi pensieri, provare le stesse emozioni, temere e ridere per le stesse cause: conoscerti e capirti sono la mia gioia e il mio timore, il mio desiderio e il mio compito, la verità sopra cui scorre il mio “essere mamma”.

    Cammino sul filo sospeso tra il mio senso di responsabilità di offrirti tutti gli stimoli “giusti” e la tua libertà di muoverti nella vita per costruire la tua personalità. Il “mio” e il “tuo” sono nati assieme, ma correranno parallelamente e ad un certo punto si divideranno: saremo pronti ad affrontare questo percorso, tu con il tuo entusiasmo della scoperta, io con la mia soddisfazione nel vederti camminare con le tue sicurezze?

    Una cosa non mi hanno detto i libri: che durante questo viaggio non solo tu imparerai molte cose da me, ma tu, senza esserti preparato con consigli e regole, con una naturalezza e un’efficacia che nessuno potrà mai spiegare, insegnerai tantissimo  a me, al di là delle mie fragilità e i miei punti fermi.

    Insieme ci stiamo accorgendo che educare non è un’azione a senso unico, ma è uno scambio, un flusso continuo che scorre tra due persone, tra me e te.

    Questo post partecipa al brainstorming mensile delle Stormoms.
    Sono io la StorMom di questo mese e ho proposto il tema su cui confrontarsi: “Educazione, la nostra sfida”, hashtag #EduchiAMO.
    Se vuoi partecipare anche tu, scrivi un post su questo tema e pubblicalo sulla pagina Facebook delle StorMoms!
    Sono curiosa di leggere le vostre opinioni!

    Stormoms educhiamo Mamma in città

  • Sei una viaggiatrice mamma se…

    Date: 2016.03.20 | Category: mammeblogger, Pensieri, Tempo libero, Viaggi | Response: 2

    viaggiare viaggiatrice mamma bimbi

    Quando diventi mamma vivi tutte le esperienze in modo diverso: affronti non solo la tua vita quotidiana con altri ritmi, riflessioni, emozioni, ma anche le situazioni al di fuori della tua routine, come quella del viaggio.

    Cosa cambia da essere una viaggiatrice senza figli a una viaggiatrice mamma?

    Prima di avere figli al momento della partenza le tue preoccupazioni maggiori erano cosa mettere in valigia, trovare un posto sicuro per documenti e soldi da portare con te, non dimenticare gli indirizzi degli hotel dove avresti alloggiato.
    Quando diventi mamma tutti i tuoi pensieri si concentrano su di lui, tuo figlio:
    se parte con te le regole sono non dimenticare il suo gioco preferito, decidere quale tasca dello zaino è la più comoda per conservare il ciuccio, avere sempre con sé indirizzi degli ospedali vicini a dove alloggerai;
    – se rimane a casa preparare tutti i suoi vestiti puliti, istruire tutta la famiglia sui farmaci da somministrargli in caso di qualsiasi malattia, riempire la dispensa dei suoi cibi preferiti, preparare post-it con promemoria in tutta la casa.

    Se per abituarti al fuso orario di un altro continente prima ti ci voleva quasi il tempo dell’intero viaggio con abbiocchi improvvisi e risvegli all’alba, da quando il tuo corpo è “allenato” a distinguere a malapena i ritmi giorno/notte a causa dei numerosi risvegli notturni di tuo figlio, non ti accorgi nemmeno che la luce e il buio dall’altra parte del mondo sono ribaltati.

    Da non mamma ti preparavi a un lungo viaggio intercontinentale facendo straripare il tuo kindle con tutti i libri che volevi leggere da mesi. Se con te invece ci sono dei bimbi sarà il tuo tablet ad avere la memoria al limite a causa dei 100 cartoni che hai scaricato per i momenti “critici”!

    L’SMS “Sono arrivata, tutto bene” mandato ai genitori nel momento dell’atterraggio che decretava la fine delle comunicazioni fino al tuo ritorno, ha lasciato il posto nella tua vita da mamma a telefonate whatsapp e a chiamate skype verso nonni tecnologici per amore dei nipotini che vogliono salutare ogni giorno, anche a migliaia di chilometri di distanza.
    Se stai viaggiando da sola vale la stessa cosa: ti chiameranno per ricordarti dell’esistenza di tuo figlio (come se te ne dimenticassi!).

    Imbarcata la valigia ingombrante, zaino leggero in spalla e via tra i duty free dell’aeroporto! Un bel ricordo, vero? Perché la mamma invece deve portare anche il bagaglio a mano del figlio: spesso è la valigia cavalcabile che bimbi vogliono a tutti i costi, ma che poi abbandonano inesorabilmente nelle mani dei genitori appena dopo il check-in.

    Non potrai passeggiare tra baracche-case fatiscenti dove vivono intere famiglie, o ascoltare storie di donne e bambini senza il sostentamento con cui vivere, rifugiati e disprezzati in un Paese che non è il loro, non potrai vederli lavarsi nel fiume sporco e freddo perché in casa non c’è acqua né elettricità, non potrai abbracciare i bimbi che ti corrono incontro per offrire il loro saluto più caloroso a chi è venuto a trovarli da molto lontano, senza sentire il tuo cuore riempirsi impetuosamente di un minaccioso senso di impotenza addolcito da una forte volontà di fare qualcosa. Perché vedi negli occhi di ognuno di quei bambini gli occhi di tuo figlio, conosci la fragilità di chi ha pochi anni e sai di cosa ha bisogno per crescere.

    Se sei una mamma, viaggiare non sarà per te solo un vedere, ma non potrai sfuggire a una fortissima empatia che ti avvolge il cuore e arriva fino alla gola, dove a stento cercherai di fermare l’onda di emozioni perché non escano dai tuoi occhi trasformandosi in lacrime.

    mamma viaggiatrice Una mamma green Mamma in città

    Questo post nasce dall’esperienza di viaggio che ho vissuto con “Una mamma green” e la sua famiglia in Repubblica Dominicana, dove abbiamo partecipato alla vita quotidiana di un centro che accoglie bambini rifugiati da Haiti. Attraverso le adozioni a distanza promosse dalla Fondazione Mission Bambini, i bambini possono ricevere accoglienza, educazione, pasti quotidiani, cure mediche. 30 bambini del centro sono ancora in attesa di essere adottati a distanza! Se vuoi maggiori info e/o aderire, questo è il link: http://www.missionbambini.org/adotta?ref=azzeraladistanza

  • Uova di Pasqua: 5 miti da sfatare

    Date: 2016.03.16 | Category: Appuntamenti, Tempo libero | Response: 0

    Countdown attivato: il giorno di Pasqua sta arrivando (se ancora non hai memorizzato il giorno, segnati il 27 marzo 😉 ) !

    Se Natale è la festività dei parenti, delle mille cose da fare e dei regali (sia da ricevere che da fare!), insomma, il momento dell’anno delle “tradizioni” e delle “regole d’abitudine”, Pasqua si presenta come un giorno a dir poco “ribelle”, fin dalla sua data: ogni anno diversa.
    All’inizio dell’anno si corre a sfogliare il calendario per scoprire in che giorno cadrà la Pasqua per accertarsi, soprattutto, se è vicina ad una delle festività della primavera e poter fare così un bel “ponte”, magari con un viaggetto.

    Il simbolo della Pasqua è senza esitazioni uno: l’Uovo di Pasqua.
    E di certo, per chi non l’avesse ancora capito, come la festa che rappresenta, non segue alcuna regola, tanto meno quelle che alcuni pensano.

    ➊ Ai bambini interessa solo la sorpresa, non il cioccolato

    uova di poasqua - cioccolato
    Ma siamo sicuri? La magia di aprire la carta lucida dal rumore frusciante, fare forza per fare un buco nell’ovale cioccolatoso, assaggiare il pezzettino rimasto in mano e poi scoprire la sorpresa… non ci riporta tutti bambini a fare insieme “ooooohhh”?!

     ➋ Ai bambini interessa solo il cioccolato, non la sorpresa

    uova di pasqua - scelta
    Provate a posizionare un bambino davanti a diverse uova: una vale l’altra? Quelle che lo attraggono maggiormente sono quelle con i disegni dei cartoni animati preferiti… all’interno ci sarà un regalo che li porterà nel mondo del loro personaggio preferito!

    ➌ Le uova di Pasqua piacciono solo ai bambini

    uova di pasqua - adulti
    Mentre i bambini continuano ad aprire una ad una le uova, chi dietro di loro fa il test di assaggio di ogni uovo? Mamma e papà? Ma nooo, davvero?!

    ➍ Le uova di Pasqua contengono ognuna un regalo

    uova di pasqua - maschera
    Ebbene, ci sono uova di Pasqua che hanno ben 2 regali! All’esterno per esempio hanno una maschera di un personaggio (quest’anno soprattutto dei Minions o delle Tartarughe Ninja) o un peluche da subito coccolare… in attesa di aprire l’uovo e scoprire anche il regalo racchiuso all’interno!

    ➎ Le uova di Pasqua si aprono solo a Pasqua

    uova di pasqua - peppa
    Ehmmm… mah… insomma… qui non abbiamo resistito e abbiamo già aperto il 1’ uovo. Cosa abbiamo trovato? Un bellissimo astuccio con le matite e i disegni da colorare di Peppa Pig!

    Tutte le Uova di Pasqua fotografate sono di Dolci Preziosi e non hanno subito maltrattamenti per la produzione di questo post; solo una, consenziente, è stata mangiata dall’intera famiglia… ma non ditelo alle altre! 😉

  • Mini-guida essenziale per la gravidanza

    Date: 2016.02.28 | Category: dolceattesa, Nascita | Response: 0

    Consigli Gravidanza

    Troppi pareri, tanti dubbi, una vita che sta per essere (felicemente) sconvolta: una quasi mamma vive spesso i mesi precedenti al parto in un vortice di domande e informazioni.

    Ho cercato, con l’aiuto di 2 ostetriche qualificate, di preparare una mini-guida con le domande più comuni tra le future mamme.

    Quali sono gli argomenti principali affrontati durante un corso di accompagnamento alla nascita (CAN)?

    Durante un corso di accompagnamento alla nascita si affrontano insieme alla donna diversi argomenti, includendo sia la sfera fisica che quella psichica ed emotiva. Eccone alcuni:
    – i cambiamenti psico-fisici della gravidanza;
    – il dolore del parto: analgesia naturale vs analgesia farmacologica;
    – i diversi luoghi in cui può avvenire un parto;
    – il piano del parto e i diritti della persona;
    – la nascita ed i cambiamenti che comporta l’arrivo di un neonato;
    – la cura del neonato e l’allattamento al seno.

    L’obiettivo di un percorso nascita dovrebbe essere non quello di insegnare cosa sia giusto o sbagliato, ma di far vivere alla donna un’esperienza indimenticabile, in piena coscienza delle proprie potenzialità. Il fine è dare informazioni e strumenti per poter scegliere da sola quello che è più giusto per sé e per il proprio bambino. All’interno del gruppo, di cui le ostetriche sono le semplici conduttrici, possono avvenire scambi di opinioni e sensazioni e momenti di puro relax.

    Qual è la paura maggiore delle mamme in attesa? Come affrontarla?

    Ogni mamma affronta la gravidanza con qualche paura. La prima preoccupazione è la salute del bambino, la seconda spesso è concentrata sul momento del parto.
    La spaventa soprattutto il dolore e l’ignoto. La cosa che ci sta più a cuore è cercare di tirare fuori quella grande forza che tutte le mamme hanno senza saperlo e di trasmettere la consapevolezza che il dolore, se visto come mezzo naturale del corpo utile per modificare se stesso e permettere la nascita, lo si può accettare e gestire senza bisogno di interventi medici.

    Ci sono diversi pareri sull’utilizzo dell’epidurale durante il parto: quali sono i pro e quali sono i contro?

    L’epidurale è un metodo di analgesia che si utilizza durante la fase finale del travaglio. L’anestesista posiziona un catetere all’interno del midollo spinale, per somministrare farmaci che riducono il dolore, lasciando la libertà di movimento.

    Il pro di questo metodo è sicuramente quello che molte donne bramano: provare meno dolore durante il parto. I contro sono le diverse complicazioni postume (per es. cefalea, ritenzione urinaria) e gli effetti collaterali durante il parto: l’allungamento del periodo in cui si completa la dilatazione del collo dell’utero e scende la testa del feto, quindi l’aumento di parti operativi vaginali (utilizzo della ventosa) e le possibili modificazioni del battito cardiaco fetale (che però non danno effetti sul nascituro).
    Il neonato, inoltre, nelle prime ore dopo un parto avvenuto con epidurale, a volte, è più sonnolento.

    Il dolore, in realtà, è un grande alleato del corpo femminile. Durante il travaglio non è costante, ma dà il tempo di recuperare le energie e inconsapevolmente aiuta il corpo a modificarsi: per gestirlo la donna tende ad assumere posizioni diverse da quella stesa e immobile, aiutando cosi il proprio bambino a trovare la giusta posizione per venire al mondo. L’ostetrica conosce diversi metodi analgesici che riducono il dolore naturalmente (come l’acqua, le posizioni, i massaggi, ecc..) e che conducono la mamma verso un parto dolce rispettando i tempi.

    Il travaglio è un’esperienza magica e se tutto va bene, in condizioni normali, viene vissuta con il partner e l’ostetrica, senza uso di farmaci o di macchinari rumorosi nella stanza. Con l’uso dell’epidurale, invece, la donna deve confrontarsi con l’anestesista, l’ostetrica e altri professionisti. E’ necessario utilizzare anche il cardiotocografo (il macchinario per ascoltare il cuoricino del feto) molto più spesso, riducendo di gran lunga la libertà di movimento nel travaglio, la percezione del proprio corpo e la privacy.

    E’ bene, però, che ogni donna sia a conoscenza di tutti i pro e i contro degli interventi medici che ha intenzione di ricevere, che sappia che ha il diritto di richiedere l’epidurale per la riduzione del dolore e che la sola sua richiesta, se non ci sono controindicazioni, è indicazione medica sufficiente per usufruirne.

    Quali sono i cibi da evitare durante la gravidanza e l’allattamento?

    Le cose principali da sapere in una gravidanza è che non c’è bisogno di “mangiare per due” e che bisogna solo fare attenzione a quello che si mangia. Se non si soffre di disturbi particolari, l’attenzione deve essere posta nei confronti di alimenti di cui non si conosce l’origine, alimenti sporchi di terra (le verdure vanno sempre lavate bene con acqua corrente e un po’ di bicarbonato!), uova crude, carni crude, formaggi freschi.

    Durante l’allattamento non ci sono alimenti da evitare. Se la mamma durante la gravidanza ha mangiato cibi con un sapore forte, il neonato durante l’allattamento e il bambino durante lo svezzamento non avranno problemi nell’accettare questi sapori. In caso di sospettate allergie o intolleranze è bene, però, rivolgersi al pediatra. Gli unici consigli sono quello di ridurre il consumo di caffè e alcool poco prima di una poppata, eliminare se possibile il fumo, bere molta acqua e avere una dieta ricca e varia (per sopperire alla perdita di energie che provengono dall’allattamento), composta da verdure, semi, cereali, olio di oliva, uova, carni magre, pesce, evitando tonno e sgombro perché ricchi di mercurio.

    Quali libri consigliate di leggere durante la gravidanza per conoscere meglio se stesse e il proprio corpo?

    La gravidanza porta le donne ad essere più curiose, a conoscere, esplorare, confrontarsi poiché ne sentono il bisogno. Infatti é importante, a nostro parere, che le donne affrontino la gravidanza, il momento del parto e del post-parto in piena consapevolezza. I libri sulla gravidanza sono numerosi e la scelta è ampia. Ne abbiamo scelti alcuni:

    “Per una nascita senza violenza” – Leboyer
    Un libro che dà la possibilità di mettersi nei panni del neonato e soffermarsi su i suoi diritti e bisogni; utile per entrambi i genitori per affrontare al meglio il parto, rispettandone i tempi e cercando di ridurre al massimo la medicalizzazione.

    “Besame Mucho, come crescere i tuoi figli con amore” – Carlos Gonzales
    Un libro che invoglia le donne a seguire il proprio istinto materno nell’accudimento dei propri figli. E’ entusiasmante l’importanza che l’autore dà alle coccole, al rispetto e all’attenzione che i genitori devono dedicare al neonato, eliminando i condizionamenti mentali e culturali che ci hanno fatto credere che il bambino sia furbo, manipolatore e, quindi, agisca come un piccolo adulto. Il messaggio dell’autore è chiaro: i neonati hanno bisogno d’amore e di sentirsi accettati e protetti.

    “Gravidanza settimana per settimana” – Jane MacDougall
    Un libro che illustra tutti i cambiamenti e gli eventuali problemi che la donna può riscontrare nel corso della gravidanza. Fornisce utili e semplici consigli alla futura mamma.

    “Ginnastica in gravidanza” – Wessels-Oellerich
    Un libro molto pratico in cui vengono illustrati esercizi di stretching, tonificazione e rilassamento per prepararsi al parto. Una carrellata di esercizi semplici, sicuri e utili per ritrovare il proprio equilibrio psico-fisico, mantenersi in forma, controllare il peso corporeo ed eliminare eventuali ansie e tensioni.

    “E dopo il parto? Consigli alle neomamme per la gioia del corpo e della mente” – Flavio Garcia De Oliviera
    Un libro che pone l’attenzione su tutto quello che la neomamma si troverà ad affrontare dopo il parto (es. allattamento al seno, cura del neonato). Si discute anche su quanto sia importante che la mamma si prenda cura di se stessa, ascolti il suo corpo, faccia attenzione ad alterazioni e sintormi. Viene trattata anche la vita di coppia e si danno consigli su come creare un nuovo equilibrio familiare.

    Quali prodotti ritenete utili per la futura mamma?

    Cuscino: per conciliare il sonno o per rilassarsi sul divano, utile per sorreggere la pancia in modo da distribuirne meglio il peso e non creare tensioni. Si può usare un normale guanciale, un cuscino tubulare lungo per appoggiare anche le gambe, o un cuscino a forma di U. Esistono in commercio anche i cuscini tubulari corti per l’allattamento o come sostegno per il neonato. Qui alcuni in vendita online: cuscini gravidanza e allattamento.

    Crema o Olio: olio di mandorle o di jojoba per evitare le smagliature ed elasticizzare il tessuto dell’addome. Verso le ultime settimane di gravidanza, la donna può praticare da sè il massaggio perineale per ridurre le lacerazioni al momento del parto, utilizzando l’olio di oliva o di germe di grano. Gli stessi olii naturali possono essere utilizzati anche per il massaggio del neonato. Qui alcuni in vendita online: olii gravidanza

    Tisana: se ne sconsiglia l’uso nel primo trimestre. Successivamente si possono scegliere le tisane in base alle proprie esigenze: quella alla melissa ha un effetto calmante (utile anche in caso di nausea e vomito), alla malva o all’altea può aiutare in caso di stitichezza. Sconsigliate, invece, la tisana al finocchio, al ginepro e al ginseng perché possono stimolare la contrattilità uterina. Qui alcune in vendita online: tisane alla melissa

    Fascia: per portare il bambino a spasso nel mondo e per entrare nel mondo dell’accudimento ad alto contatto. Esistono diversi tipi di fasce, più o meno lunghe, più o meno larghe, rigide o elastiche, a tinta unita o a fantasia. Per portare in fascia, la donna può chiedere delucidazioni a figure di sostegno come ostetriche, associazioni di mamme, personale formato. Qui alcune in vendita online: fasce portabebè

    Fascia contenitiva per il bacino dopo il parto: “tiene” la parte ossea del bacino, per permettergli di tornare al grado di chiusura del periodo pre-gestazionale. Anche in questo caso la donna dovrà rivolgersi all’ostetrica.

    Hanno risposto alle domande Flaviana Giordani e Silvia Vizzi, ostetriche professionali che si dedicano a scrivere articoli online per fornire alle future e alle neomamme consigli sulla loro salute. La loro pagina Facebook: www.facebook.com/ostetricheflavianaesilvia

  • Noi, la città, i figli: come ci eravamo immaginate?

    Date: 2016.02.24 | Category: dolceattesa, mammeblogger, Nascita | Response: 4

    citta

    No, non è come te l’eri immaginato: quando hai un neonato tra le braccia -e tu non sei la zia, l’amica dei genitori, la vicina di casa, ma la Mamma – capisci che le tue proiezioni sul mondo fantastico dei bambini si trasformano in fretta in una realtà diversa.

    Ce lo racconta bene The Swinging Mom, mamma di tre figli, nel suo post “Ti immaginavo peluche”  e Moms about town con l’articolo “Vita coi figli Pantone Rose Quartz e Serenity”.

    Ma noi, “Mamme in città”, come ci immaginavamo, dopo aver frequentato feste, corsi, laboratori, locali cool, di vivere la nostra città con pargoli al seguito?
    Diciamo la verità? 😉

    ⛔ Per non perderti nessun evento dedicato ai bambini, durante la maternità ti sei iscritta compulsivamente a newsletter su eventi, corsi/laboratori, teatro per bambini, cinema per mamme, yoga mamma-bambino, etc. E poi? Ehm… gli eventi a cui vorresti partecipare sono sempre dalla parte opposta della città e il solo pensiero di affrontare un viaggio del genere calcolando poppate/sonnellini ti fa disiscrivere pian piano a tutte le email che ti propongono corsi fighissimi ma a cui tu non parteciperai se non alla lezione prova.

    ⛔ Prima del parto, il parchetto che attraversi ogni giorno per andare al lavoro, pieno di bambini che volano felici sulle altalene, ti fa immaginare seduta placidamente su quelle panchine con le altre mamme a chiacchierare sugli outlet più convenienti o dell’aperitivo più glamour del quartiere. Cosa succederà? Andrai così spesso in quel parchetto per far cercare di fare addormentare il tuo bebé  che proverai nausea a vederlo solo da lontano. Se il bimbo cammina, tu correrai dietro lui e a malapena riuscirai a salutare le altre mamme, il cui discorso preferito è confrontarsi sul colore della cacca del proprio figlio.

    ⛔ Ti sei abituata a vedere ovunque cartelli che indicano la priorità a donne con il pancione e con figli: sui mezzi pubblici, alle casse del supermercato, all’entrata dei musei. “Un giorno quei privilegi saranno anche miei!”, pensi, oh sventurata. Perché le occasioni in cui troverai qualcuno che cede a te il suo prezioso posto o ti fa passare davanti in una fila, beh… le conterai sulle dita di una mano!

    ⛔ 1, 2, 3: facilissimo mettersi fascia e pupo addosso e girare comodamente per la città, no? Certo, dopo ore di visione di tutorial su youtube e prove, mentre il piccolo dorme, con bambole e peluche della tua infanzia e, in mancanza di questi, di qualsiasi oggetto/cuscino che riuscirai facilmente ad afferrare allungando semplicemente la mano!

    E voi, “mamme in città”, quali sfide avete affrontato dopo la nascita del vostro bebé?

    Questo post partecipa al brainstorming mensile delle Stormoms. Questo mese parliamo di cosa cambia tra quello che immaginavamo prima di diventare madri e dopo la nascita dei nostri figli: #tiimmaginavopeluche #stormoms.

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