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Come prepararsi alla Pasqua: la to do list per le mamme

Pasqua

Mancano poco più di 15 giorni all’arrivo di Pasqua: pronte?
No, non intendo pronte ad essere sommerse da chili e chili di cioccolato, ma organizzate ad affrontare la chiusura delle scuole, i giorni di vacanza e poi il “riordino” dopo le feste.

Un bel respiro e andiamo con ordine.

Come mi organizzo con i bambini nei giorni di chiusura della scuola?

Ahi ahi ahi, il problema inesorabilmente si ripresenta.
Si dice che cercare una babysitter last minute non è semplice, ma per fortuna ora non è più così. Collegati al sito di Sitter Italia, digita il tuo indirizzo di casa, e compariranno sulla mappa tutte le babysitter presenti nella tua zona/città, con la descrizione delle loro esperienze, disponibilità, costo orario. Vuoi provare subito? Cerca babysitter a Milano.

Pausa caffè: cosa le mamme vogliono

pausa caffè mamme

Cara Mamma Natale,
scrivo a te perché sono sicura che mi capirai.
Potresti esserci anche tu ogni mattina quando, con le mie colleghe mamme, ci troviamo alla macchina del caffè per cercare nel nostro “oro nero” l’energia per affrontare la seconda parte della giornata (perché la prima, quella del “su, sveglia, è tardi”, “bevi il latte e non buttare i biscotti per terra”, “no, la tua maglia di Batman oggi è da lavare, non puoi metterla”, l’abbiamo già superata).
E’ il momento dei bilanci della serata e nottata precedenti: dei capricci, delle malattie portate a casa dall’asilo, del conteggi delle poche ore in cui abbiamo dormito, delle corse fatte/da fare per arrivare puntuali a prendere i figli a scuola.

Un regalo per Natale ce lo meritiamo anche noi, no?
Allora ti chiedo questo: una macchina del caffè per me e le mie colleghe mamme.
Non perché non ce ne abbiamo già una, ma perché il classico caffè temo proprio che non sia sufficiente per aiutarci ad affrontare altri 365 giorni.
Sarebbe necessario fare delle piccole modifiche alla macchina che abbiamo: saremmo felicissime.

Ecco cosa ci servirebbe:

I migliori progetti di crowdfunding per mamme

Crowdfunding per mamme

Cosa bolle in pentola per il futuro dei servizi per le mamme?
Per avere la risposta si può consultare una sfera magica, tenersi aggiornate quotidianamente sull’attualità o semplicemente… farsi un giro sulle piattaforme di crowdfunding.
Forse è solo la moda del momento (anche se dai dati il trend internazionale di uso è in aumento), ma il crowdfunding è la vera “chiave di volta” di molte start-up.
Ok, traduciamo: significa che ci sono dei siti su cui dei gruppi di persone che credono in un progetto innovativo presentano la loro idea e chiunque può finanziarli anche con piccolissime donazioni. L’unione fa la forza e, se l’idea è vincente e piace, avrà molte micro donazioni che aiuteranno i promotori a realizzarla (la parola crowdfunding è proprio formata dalle parole “crowd”, folla e “funding”, finanziamento).

Le piattaforme su cui realizzare campagne di crowdfunding sono moltissime, come innumerevoli sono i progetti presentati.
E per fortuna non mancano progetti interessanti anche per noi mamme (incasinate)!

Le mamme in riunione: gli indizi per riconoscerle!

riunione-mamme

Sedute attorno ad un tavolo, tra slides, brainstorming e call, le mamme di bimbi di fascia 0-5 anni cercano di passare “inosservate” ma non sempre ci riescono.
Gli indizi ci sono e si vedono!
Non li avete mai notati? Daiiii, non ci credo! Facciamo un rapido ripasso:

✔ Come per scoprire se una donna è sposata è intuitivo fiondare lo sguardo sull’anulare, per trovare subito le mamme sedute attorno al tavolo di una riunione è sufficiente notare le loro unghie: lo smalto è il primo vero rilevatore di mamme! Può essere a macchie di leopardo (mamma con zero tempo per rimetterlo), a strati cementificati (mamma che la sera prima ha cercato di rimediare i danni con pennellate riparatrici) o presente solo ad aloni al confine con i polpastrelli (mamma che ha usato l’acetone togli smalto mentre addormentava il figlio, lavava i piatti, finiva la presentazione per la riunione).

Non è un dolore diverso

Mamma-Nepal

Una mamma che ho incontrato durante uno dei miei viaggi di volontariato, in Nepal.

Arriva l’email con un nuovo report dall’Eritrea: leggo il lungo testo, fitto fitto di dati sulla malnutrizione dei bambini. Cerco di individuare velocemente le parole chiave, chiedo ai colleghi se abbiamo delle immagini. Spesso le foto arrivano sgranate, troppo piccole da pubblicare sul sito e per creare delle gallery: le faccio passare per cercare quelle con i bambini che possano far capire il problema senza impressionare o ledere la dignità dei minori.
Scrivo l’articolo, lancio il post su Facebook, riassumo per Twitter.

Questo è il mio lavoro. Mi occupo di comunicazione web per una onlus che assiste bambini in difficoltà in Italia e nel mondo. Ho iniziato nel 2007 e da allora ho visto migliaia di foto, letto pressoché ogni giorno testimonianze di medici che operano bambini in fin di vita per mancanza di cure disponibili nel loro Paese, famiglie che vivono in baraccopoli, bambini che devono crescere troppo in fretta perché nati in un contesto sociale di povertà e violenza.
E ho anche incontrato io stessa questi bambini in Africa, Sud America e Asia.

Questa è stata la mia routine fino a prima della mia maternità.

Un nuovo inizio

start

Io adoro gli inizi, come le prime righe di un libro, il rombo dell’aereo che corre sulla pista per alzarsi in volo, il primo giorno di scuola.

Ed ora per me è proprio come fossero trascorse e terminate le vacanze estive e tornassi in aula.
L’avevo raccontato qui: stavo per cominciare la maternità e i miei ultimi giorni al lavoro avevano il sapore forte dei saluti importanti, degli arrivederci per la precisione.

Sono passati quasi 12 mesi da quel post: mesi di totale cambiamento, di sorprese, di fatiche, di nuovi incontri, di silenzi desiderati, di riflessioni, di stanchezza, di tanti giri attorno al quartiere, di sconvolgimento, di giochi, di sorrisi, di viaggi, di emozioni. Di questo e molto altro. Di tutti quegli intensi movimenti del cuore che si provano nella vita. Da gioia infinita, a cadute di cui si fatica a vedere l’atterraggio. Tutto concentrato in un anno.