Fiabe bambini leggere

Arriva sempre più frequente la domanda serale “mamma/papà, mi racconti una storia?”. Così a Davide, quasi 3 anni, leggiamo dei libri con brevi storie adatte alla sua età oppure inventiamo dei racconti con protagonisti i suoi giochi o i suoi compagni di asilo.
Vi svelo un piccolo segreto: io e il mio compagno ci siamo preparati a questo momento!
Circa un anno fa infatti abbiamo frequentato un Laboratorio per adulti, realizzato a Milano da Fa-Voliamo (qui la pagina Facebook), per imparare da educatori esperti come stimolare la fantasia dei bambini attraverso lo strumento della fiaba.

Ho posto a Chiara Ieva di Fa-Voliamo, psicologa specializzata in “fiabaterapia”, alcune domande per aiutare noi genitori a capire come approcciarsi al racconto delle fiabe con i propri figli, fin da quando sono piccoli.

Come leggere una fiaba a un bambino coinvolgendolo e appassionandolo alla lettura?

Le fiabe esercitano da sempre un profondo fascino sugli ascoltatori di tutte le età, perché ricche di elementi magici, perché arrivano da lontano, esistono da prima che si sapesse come scriverle e, soprattutto, parlano dei significati di ciò che accade agli uomini.
Oggi, a noi adulti succede spesso di pensare che il modo migliore di fornire un’informazione – anche ad un bambino – sia quello di usare un approccio scientifico che parli del “come” funzionano le cose. Ci dimentichiamo, però, che i bambini ragionano per immagini, non per concetti, e che sono molto più interessati ai “perché”: vogliono conoscere i motivi, le ragioni che stanno dietro gli accadimenti. Per questo, se a un bambino racconterete che un principe ha nuotato fin nell’abisso del mare per recuperare l’anello che cercava, non vi chiederà mai come può aver fatto a trattenere il fiato così a lungo. Nelle fiabe ha poca importanza il come. Ciò che conta è che il principe sia riuscito ad arrivare all’anello senza il quale non avrebbe potuto sposare la sua principessa.
Questo è solo uno dei tanti motivi per cui le fiabe tendono ad affascinare i bambini e a catturare il loro interesse.

Ad ogni modo, ci sono alcune attenzioni e modalità narrative che, più di altre, possono favorire l’ascolto e il coinvolgimento emotivo dei piccoli ascoltatori.
Per prima cosa, quando leggiamo una fiaba a un bambino dobbiamo farlo perché piace anche a noi. Mostrare un interesse sincero per il racconto che stiamo leggendo è il primo passo per suscitare curiosità nel bambino che ci sta ascoltando. Più noi ci immedesimiamo nelle peripezie che i protagonisti della fiaba si trovano ad affrontare, cambiando voce a seconda del personaggio che parla, modulando il tono in base alla serietà dei discorsi, rallentando o accelerando la lettura a seconda di ciò che accade, più i bambini in ascolto si immedesimeranno insieme a noi e sarà più facile condividere con loro gli stati d’animo e le emozioni del momento.

Sempre al fine di rendere il racconto il più coinvolgente possibile, un’idea può essere quella di raccontare la fiaba senza leggerla dal libro, ma avendola precedentemente memorizzata. Questa modalità è particolarmente adatta quando si narrano storie a più bambini insieme.

Un altro suggerimento è quello di dare vita ad un vero e proprio rituale della lettura che può consistere, ad esempio, nello scegliere sempre lo stesso luogo (che siano i cuscini del divano o le coperte del letto, il pavimento della cameretta o quello della classe a scuola) e nel compiere sempre le stesse azioni a inizio e a conclusione del racconto. I nostri momenti di narrazione, ad esempio, cominciano con l’accensione di una candelina e si concludono con una filastrocca al termine della quale il fuoco viene spento. Perciò i bambini, a Fa-Voliamo, sanno che quando la candela si accende è il momento di raccogliersi intorno al tappeto e di mettersi in ascolto, e lo fanno volentieri.

Come inventare fiabe per bambini?

Inventare fiabe è un gioco. E, come tutti i giochi, anche questo ha delle regole, imparate le quali ci si può divertire a inventare infinite storie.
Quello che va tenuto a mente quando si inventa una fiaba è la sua struttura di base. Tutte le fiaba classiche del mondo, infatti sono accomunate da uno schema comune che prevede: una parte iniziale in cui viene presentata una situazione spesso già contenente gli indizi di quel problema che poi, nel corso della storia, dovrà essere affrontato; una parte centrale in cui si chiarisce qual è la difficoltà che il protagonista dovrà affrontare e in cui emerge chiaramente chi è il nemico (colui che ostacola il protagonista) e chi invece è alleato del protagonista (colui che lo aiuta); ed, infine, una conclusione, ossia la parte finale della fiaba in cui si giunge ad una soluzione ed al lieto fine.
Il bambino ha inizialmente bisogno di assimilare questo schema, che non gli viene spiegato per concetti, ma che viene appreso inconsciamente proprio dal continuo ascolto di racconti che, per quanto diversi, lo contengono tutti.” (Paola Santagostino).

Tenendo a mente questo schema di base, ci si può sbizzarrire a inventare i personaggi più fantasiosi, a trovare gli alleati più buffi che ci vengano in mente, a presentare i problemi più impensabili da risolvere, a proporre i nemici più oscuri e a trovare le soluzioni più fantasiose per arrivare al lieto fine.
Un modo molto semplice e, allo stesso tempo, coinvolgente per inventare una fiaba insieme ai bambini può essere quello di partire dal disegnare su alcune carte i cinque elementi fondamentali della fiaba: un buono, un nemico, un alleato, un oggetto magico e un luogo. Una volta disegnate e colorate queste carte, ad alta voce si dà inizio al gioco: “C’era una volta…” e, facendo scorrere le carte, si raccolgono tutte le idee che vengono in mente per poi decidere insieme quale direzione far prendere alla fiaba.

Con i bambini più grandi ci si può divertire ad inventare ognuno una fiaba diversa a partire però dagli stessi elementi. Con i più piccoli, invece, dopo aver inventato la storia insieme, si può scegliere il momento della fiaba piaciuto di più e disegnarlo per poi creare un libretto illustrato che nel tempo raccolga carte e raffigurazioni delle tante fiabe inventate insieme.

Due considerazioni da tenere sempre a mente quando si inventano fiabe coi bambini:
Il lieto fine deve esserci.
E’ importante che le fiabe vadano a finire bene. Sapere che, in qualche modo, le cose si risolveranno al meglio è mentalmente molto rassicurante ed allenarsi a trovare soluzioni positive ai problemi è un esercizio di problem solving che ai bambini può tornare utile anche nella vita di tutti i giorni.
I nomi e i dettagli hanno poca importanza.
Il titolo della fiaba e i nomi dei protagonisti rientrano tra quei dettagli di cui si può, volendo, anche fare a meno. O, comunque, li si può scegliere in un secondo momento, poiché non sono importanti quanto la trama degli accadimenti.

Fiabe contro la paura (del buio, dell’acqua): come possiamo costruirle? Quali elementi/spunti possiamo inserire?

Molto spesso le fiabe possono essere uno strumento efficace per combattere le paure che i bambini si ritrovano ad affrontare nel corso della loro crescita per il semplice fatto che le fiabe parlano ai bambini dei problemi con cui hanno quotidianamente a che fare (solitudine, disobbedienza, paure…), proponendo alla fine una via d’uscita.

Più il problema da risolvere nella fiaba si avvicina alla difficoltà o alla paura reale che il bambino sta sperimentando nella sua quotidianità, più sarà facile per lui immedesimarsi nella fiaba che ascolta e trarre beneficio dal constatare che a quel problema, anche solo a livello immaginario, c’è una soluzione.

In questo senso, trovo sia particolarmente efficace introdurre una variante al classico gioco di invenzione della fiaba descritto in precedenza.
L’idea può essere quella di inventare una fiaba in cui il problema che il protagonista deve affrontare sia molto simile a quello del bambino che sta giocando, e di lasciare poi che sia il bambino a trovare una soluzione fantasiosa per arrivare al lieto fine. I ruoli, poi, possono anche invertirsi in modo che sia il bambino a inventare l’inizio della fiaba ed a sottoporci un problema da risolvere. In questo caso, starà a noi trovare una possibile via di uscita, magari proponendo una soluzione che preveda l’utilizzo di qualche oggetto magico o l’aiuto di qualche buon alleato per sostenere l’idea che in certi casi un aiuto esterno può essere utile.

Consigli dei libri per stimolare la fantasia dei bambini e far iniziare loro stessi a inventare fiabe?

Per gli ADULTI che volessero approfondire l’argomento, consiglio:
– Un libro molto semplice e chiaro scritto dalla dott.ssa Paola Sant’Agostino “COME RACCONTARE UNA FIABA…E INVENTARNE CENTO ALTRE” [edizioni red!].

– Alcuni appuntamenti di Fa-Voliamo come, ad esempio, l’incontro di formazione “Fiabe e ben-essere” rivolto agli adulti oppure l’evento “Una fiaba per caso” al quale partecipano grandi e piccoli insieme per inventare una fiaba di famiglia.

Per stimolare, invece, la fantasia dei BAMBINI e far iniziare loro stessi a inventare fiabe consiglierei:
Le carte-gioco “PIU’ E MENO” di Bruno Munari [produttore Corraini].

Il gioco si compone di 72 carte con diverse immagini, molte delle quali sono su fondi trasparenti, così da poterle sovrapporre per comporre altre immagini più complesse. Dalla sovrapposizione di carte possono uscire racconti e narrazioni in cui tutto è possibile. L’elasticità mentale che queste carte stimolano è la stessa che viene messa in gioco quando si inventano fiabe ed è alla base di quella creatività di cui tutti – adulti e bambini – hanno bisogno per vivere meglio.

Le fiabe possono essere uno strumento di benessere?

All’interno di moltissime delle attività di Fa-Voliamo viene utilizzata la fiaba come strumento di lavoro. A volte, le fiabe vengono raccontate e usate come fili conduttori dei diversi incontri di cui un progetto si costituisce, altre volte dalle fiabe si prende spunto per creare qualcosa di concreto lavorando con le mani. La maggior parte delle volte, però, nel nostro Laboratorio le fiabe vengono inventate. Da grandi e piccoli. Perché inventare fiabe fa bene.

A volte, si tende a considerare le fiabe come racconti completamente scollegati dalla realtà in cui tutto fila sempre liscio. In verità, al lieto fine si arriva soltanto se ci si impegna a trovare soluzioni originali e creative a situazioni anche di grave conflitto. Certo, nella realtà non ci sono bacchette magiche da usare, ma ci possono essere amici pronti ad aiutarci – se abbiamo imparato a scegliere gli alleati giusti – e soluzioni sempre possibili – se da bambini abbiamo lasciato che le fiabe ci insegnassero a sperare nel lieto fine.
Scrive Paola Santagostino: “L’immaginario costituisce un meraviglioso campo di esperimento, illimitato e innocuo, delle possibili soluzioni ai problemi. La fiaba può, quindi, essere usata come strumento di “problem-solving”.

Le fiabe, inoltre, usando un linguaggio (quello per immagini) che è universale si rivolgono direttamente alla sfera emotiva “favorendo l’apprendimento e attivando risorse interne in grado di fare esprimere il meglio di se stessi, ricercando, fantasticando, progettando” (Lia Iacoponelli).

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