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Come ritrovare l’orsetto perso

orsetto

Gli incubi materni hanno diverse forme. Una di queste è che il tanto amato orsetto, doudou o gioco preferito del figlio si perda, magari durante una passeggiata in città.

Chi ha vissuto questo dramma mi ha raccontato di bambini che non volevano addormentarsi, di pianti incessanti e di sensi di colpa che nascono nei genitori per averlo perso.

Non è raro vedere affissi sui pali della luce i classici cartelli “wanted” non di pericolosi pistoleri, ma di teneri peluche andati persi in zona.

Uno strumento online per la ricerca dell’orsetto perso

Valentina, mamma milanese di Cecilia che ora ha due anni, ha avuto un’eccellente idea: se Facebook è il mezzo che più di tutti rende virali notizie e appelli, perchè non utilizzarlo anche per aiutare questi genitori nella ricerca dei giochi persi?
Ha creato così una pagina Facebook dal nome esplicito: “Ho perso l’orsetto”.
Su questa pagina vengono pubblicati gli appelli dei genitori alla ricerca di giocattoli persi in città: viene mostrata la foto del giocattolo e vengono date le indicazioni della zona in cui si è smarrito. Inizia così il tam tam delle condivisioni per espandere la ricerca tra i genitori della zona.

Nolo4Kids: un quartiere di Milano per i bambini

Nolo4Kids2Sai dov’è NoLo? Non è una città, ma un quartiere di Milano.
Il suo nome significa “North of Loreto” perché si riferisce proprio alla zona a nord di Piazzale Loreto. L’inizio di Via Padova e di Viale Monza era considerato fino ad alcuni anni fa zona poco sicura, mentre oggi si assiste alla nascita di un quartiere che sta diventando tra i più vivi della città: qui vengono ad abitare artisti, designer, giovani famiglie, aprono attività e start-up ed è un fiorire di iniziative.

E un quartiere così vivo non poteva che avere un’attenzione per i bambini.
I genitori che abitano tra le sue vie si sono uniti per creare qualcosa di particolare e utile: un gruppo che vuole regalare ai bambini iniziative divertenti e culturali che permettano anche ai genitori di conoscersi e di creare occasioni di socialità.

Nolo4Kids è un ritrovo di genitori (ma anche di zii e nonni), è un gruppo Facebook, è un fecondo laboratorio di idee.
Alessandra Duglio, tra le fondatrici di Nolo4Kids, spiega: “Abbiamo due soli principi: gratuità e inclusione. Crediamo che il futuro del nostro quartiere, così bello ma difficile, siano proprio i bambini, e vorremmo che a tutti fosse data la possibilità di crescere divertendosi, senza le barriere culturali e linguistiche che frenano noi adulti. Abbiamo deciso di unire le proprie capacità, sogni, forze, per regalare ai propri figli e a tutti i bimbi del quartiere momenti di festa, di gioco, di fiabe, di merende”.

Come insegnare l’inglese ai bambini piccoli?

Inglese bambini piccoli

Come insegnare l’inglese ai propri figli fin da piccoli?
Tutte noi mamme ci siamo poste il problema: chi decide di iscrivere i figli a una scuola bilingue, chi di far frequentare ai bambini dei corsi specifici, chi di leggere in casa libri in lingua.
Ma qual è il metodo corretto? E quali strumenti (libri, CD) sono consigliati?
Ho provato a chiedere a Claudia Adamo, fondatrice della scuola d’inglese OpenMinds di Milano, degli aiuti per noi mamme.

Perché è importante studiare l’inglese fin da piccoli?

Il mondo in cui vivranno i nostri figli sarà sicuramente un mondo bilingue, nel quale la nostra lingua conviverà con una lingua franca che permetta la comunicazione tra diversi popoli e culture.
Se essere bilingue sarà scontato, la differenza la farà quanto profondamente, serenamente e consapevolmente bilingue potranno essere gli adulti di domani. Questo è il mio convincimento, quello che mi ha guidato nel tentativo di portare in casa ogni giorno un po’ di mondo durante la crescita dei miei bambini.

Come insegnare l’inglese ai bambini piccoli?

Io ho iniziato ad esporre i miei figli all’inglese verso il primo anno di vita, tuttavia, l’inglese è entrato in casa in modo stabile da quando sono rimasta incinta. Come? Io e mio marito ci abbiamo riflettuto molto poco, prima di rottamare il televisore (tanto l’antenna ci faceva dannare) e sostituirlo con film in lingua originale. Ci siamo gradualmente abituati a fruire in inglese i programmi televisivi nel nostro tempo libero. Per me è stato un passo molto importante, perché con un esercizio quotidiano (sia pure a tempo perso) mi sono preparata alla naturalezza dei passi successivi.

Canzoni in inglese per i bambini: dove possiamo trovarle?

Oggi ci sono tantissimi canali youtube da cui si possono scaricare ed ascoltare le canzoni, tra cui consiglio supersimplelearning (se comprate il cd oltre alla versione ritmata che trovate sul canale ci sono anche le versioni ninnananna), dreamenglish (che regala tantissime tracce mp3 gratuite), mothergoose… ma davvero ce ne sono centinaia ed ognuno può scegliere lo stile che preferisce. Suggerisco di scegliere delle canzoni che permettano un’interazione con i bambini. Googlate nursery rhymes+ fingerplays, dove trovate anche istruzioni molto precise su come usare le dita e le coccole per giocare e coccolare i bambini durante le canzoni. Vedrete che i bambini assoceranno naturalmente le parole della canzone con il gesto che farete, e sarà molto bello per fissare la loro attenzione e memoria! Ciò che va detto è che le canzoncine devono essere ripetute più volte al giorno e con continuità tutti i giorni per diversi mesi. I bambini non si annoiano, anzi loro amano la ripetizione. Con il gancio del gioco e dell’interazione comincerete dopo un po’ a cantare con loro, a ritmare con loro le canzoni più cadenzate usando le mani e i piedi, a fargli finire le frasi (esercizio molto utile).

Baby Sitter: le cose importanti da dirle

Baby sitter

Ci si confronta spesso su come scegliere una baby sitter, quali domande rivolgerle, quale compenso orario accordare, ma risulta importante prepararsi anche su un altro aspetto.

Infatti, una volta scelta la baby sitter, è fondamentale offrirle tutte le informazioni perché possa svolgere il suo lavoro nel migliore dei modi e, soprattutto, nostro figlio possa trascorrere con lei delle ore in serenità.

Prima di chiudere la porta di casa e lasciarla con il bambino sarà importante aver chiarito con lei:

Prodotti infanzia innovativi

2018, benvenuto! Che tu possa portare altre soluzioni per noi mamme di corsa, incasinate e che amano la praticità e le idee innovative! 🙂

Si dice che l’ambito famiglia è uno di quelli più interessanti (e bisognosi) per la creazione di prodotti innovativi per far fronte alla società di oggi e le esigenze dei genitori.

C’è “fermento” anche in Italia, con novità davvero originali alla portata delle tasche di tutti.

Rialzo da sedia in cartone

TUOO

Da un esame da affrontare prima della laurea nasce, grazie all’idea di 2 ragazzi, un innovativo rialzo da sedia di cartone per i più piccoli.
Il progetto è studiato così bene che dopo poco partecipa ad una mostra internazionale.
I due inventori sono Francesco Di Luzio e Luca Paolo Vasa che danno come nome alla loro invenzione “RIALZOO”, primo prodotto del brand TUOO.

Il rialzo da sedia è adatto a bambini dai 12 ai 36 mesi ed è interamente realizzato in cartone ondulato, facilmente assemblabile, leggero, brevettato, testato TUV, trasportabile, ecologico, resistente ed idrorepellente.

Dal 5 febbraio si potrà preordinare al 50% su Kickstarter: è un ottimo regalo per i genitori che hanno già mille prodotti per l’infanzia ma serve loro qualcosa di utile e innovativo!

Befana “Hygge”: come creare l’atmosfera in casa

Hygge

Hygge” è un’espressione che ultimamente viene spesso usata.
Arriva dalla Danimarca e vuole indicare quell’atmosfera che si crea in modo naturale in ambiente familiare, quando ci si rilassa tutti insieme in casa condividendo del tempo di qualità all’insegna del relax, lasciando fuori preoccupazioni, discorsi poco piacevoli, doveri gravosi, per lasciare spazio alla semplice felicità dello stare insieme.
Se dovessimo spiegarla con un’immagine, l’atmosfera “Hygge” è rappresentata con una famiglia felice distesa insieme sul divano, mentre gusta un tè caldo in un ambiente di casa con luci soffuse, candele accese, e sorrisi sui volti.

Non è l’immagine stereotipata della “Famiglia Mulino Bianco” ma un atteggiamento di vita che Jessica Joelle Alexander e Iben Dissing Sandahl, attraverso il libro bestseller “Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni”, stanno facendo conoscere in tutto il mondo, soprattutto per spiegare una delle sfumature dell’educazione dei bimbi danesi.
Siamo consapevoli che i momenti “hygge” sono utopicamente il desiderio di vita di tutti, ma possiamo ricrearli con naturalezza solo in alcuni momenti specifici, soprattutto considerando le nostre vite frenetiche di genitori lavoratori e con mille impegni quotidiani.

Le feste natalizie sono sicuramente un “momento hygge” naturale: complice lo spirito di festa, il freddo che ci fa stare in casa, le preoccupazioni lavorative lontane e la voglia di stare insieme, sono il momento perfetto per distendersi e vivere questa esperienza.