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allattamento

5 cose che forse non sai sul latte materno

 

Latte materno

Prima di partorire mi ero informata sull’allattamento leggendo e frequentando corsi; poi ho allattato per 15 mesi, non senza difficoltà.
Eppure, durante il Simposio Medela a cui ho partecipato lo scorso aprile, sono venuta a conoscenza di incredibili nuove scoperte sul latte umano che neanche immaginavo.

Vediamo se tu le conosci già!

1 Il latte materno “cura” il bambino quando è ammalato

Non si è ancora scientificamente scoperta la dinamica per dare una spiegazione a questo fenomeno: se il bambino è ammalato il latte che produce la sua mamma è differente, è “curativo” rispetto alla malattia del bambino.
Si sta studiando come il corpo materno riceve “l’informazione” dal corpo del bambino e come l’organismo si attiva per produrre un latte diverso.

Allattare è un faticosissimo lavoro

allattare

Studiosi di tutto il mondo si sono trovati a Firenze il 7 e 8 aprile, al Simposio Medela, per presentare le nuove ricerche mondiali sull’allattamento al seno; studi sensazionali come la scoperta di un un complesso proteico-lipidico composto da due elementi del latte umano che induce la morte delle cellule tumorali lasciando intatte le altre, ma anche studi su un nuovo modo di pastorizzare il latte, studi sulle cure dei bambini nati prematuri, campagne di sensibilizzazione sull’allattamento al seno in Paesi dove la totalità delle madri nutre i figli con latte non materno.

Sì, posso dire “io c’ero”. Perché, anche se mio figlio ha ora 3 anni e non allatto più dai suoi 15 mesi, il tema dell’allattamento non è per me un argomento chiuso.
Credo profondamente nel ruolo di passaggio di conoscenze e di empatia da mamma a neomamma, della necessità di “fare cultura” o, meglio, controcultura, su un argomento che ancora oggi viene affrontato troppo spesso con immagini stereotipate, informazioni errate e conseguente disagio di una madre che inizia ad allattare.

Perché allattare al seno, noi mamme che abbiamo affrontato questa esperienza lo sappiamo, non è quasi mai piacevole, ma molto faticoso fisicamente e psicologicamente.

Fascia porta bebè: quale scegliere?

Gina-Barilla
Francesca Praga, Istruttrice del portare

Francesca Praga non è solo l’anima di Gina Barilla, la protagonista dell’omonimo blog, ma è soprattutto una mamma di 3 bambini, un’infermiera professionista e un’istruttrice certificata del portare, cioè supporta le neomamme a trovare la fascia più adatta alle loro esigenze e le accompagna nell’imparare le corrette legature per portare.

Cosa bisogna sapere se si vuole usare una fascia?
Ho rivolto a Francesca le 4 domande fondamentali che si pone ogni neomamma all’inizio dell’avventura del portare.

Mini-guida essenziale per la gravidanza

Consigli Gravidanza

Troppi pareri, tanti dubbi, una vita che sta per essere (felicemente) sconvolta: una quasi mamma vive spesso i mesi precedenti al parto in un vortice di domande e informazioni.

Ho cercato, con l’aiuto di 2 ostetriche qualificate, di preparare una mini-guida con le domande più comuni tra le future mamme.

Quali sono gli argomenti principali affrontati durante un corso di accompagnamento alla nascita (CAN)?

Durante un corso di accompagnamento alla nascita si affrontano insieme alla donna diversi argomenti, includendo sia la sfera fisica che quella psichica ed emotiva. Eccone alcuni:

Allattare stanca

allattare

Quanto è importante allattare al seno? Tantissimo!
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di alimentare in modo esclusivo al seno fino al sesto mese di vita del bambino.
I benefici per il bambino sono innumerevoli tra cui minore rischio di contrarre malattie respiratorie e allergie, miglioramento dello sviluppo psicomotorio.
Allattare al seno produce benefici anche sulla mamma come la riduzione di perdita di sangue – e quindi di ferro- dopo il parto, una rapida ripresa del peso forma post-partum, e la riduzione del rischio del cancro al seno.

Fin qui tutto bene. E molti articoli sull’allattamento finiscono qui, evidenziando solo la magia dell’allattamento, della funzione perfetta del corpo di una madre che in modo naturale può non solo alimentare il proprio bambino di sostanze utili per la sua crescita ma anche creare un forte legame emotivo.

Ma è veramente così?
Quello che spesso, troppo spesso, non si dice, è che allattare al seno significa anche fatica.

8 cose che puoi fare mentre allatti (+1 per le blogger)

allattareVuotiamo il sacco: ci raccontano che allattare è piacevole, ma è vero?
Certamente dare il proprio latte fa molto bene al bambino sia per la sua salute che per creare un contatto stretto con la mamma che gli dà protezione, ma diciamoci la verità… stare bloccate per gran parte del giorno sul divano per dare da mangiare dal nostro seno è piuttosto limitante!
All’inizio sembra di non riuscire a far nulla, come se avessimo le braccia ingessate, o comunque solo una mano libera. Il tempo non passa, o meglio, si arriva a sera senza aver concluso nulla.

Io pian piano ho trovato dei piccoli escamotage per organizzarmi al meglio e sfruttare il tempo dell’allattamento (pressoché tutto il giorno per ora, siamo a un mese), per fare in contemporanea anche altro.
Ecco alcune idee, ma sono sicura che si potrebbero fare anche altre cose! Apro per questo motivo un sondaggio su cosa fate voi mentre allattate! 🙂

Vedere film/programmi tv. E’ la soluzione più facile e immediata. E’ sufficiente avere vicino un telecomando e si fa tutto, dalla scelta di cosa guardare, al volume. Difficoltà: bassa. Valutazione: per chi come me non ha mai sopportato la tv sarebbe triste iniziare ad alienarsi proprio durante questo momento della vita.

Utilizzare il telefono. Se hai uno smartphone puoi praticamente fare tutto e non cancellare la tua socialità. Telefoni all’amica, controlli Facebook, invii tweet, ti scrivi con le altre neomamme (puoi ad es. creare un gruppo su whatsapp con le mamme che hanno frequentato il corso preparto con te), inserisci e leggi i promemoria, etc. Difficoltà: bassa. Valutazione: attenzione a non eccedere e bisogna stare attenti a non tenere il telefono troppo vicino al bimbo per evitare di ricoprirlo di onde nocive.

Dormire. Notti insonni o anche semplicemente ore di sonno in meno: appena ci si rilassa e c’è silenzio attorno il crollo è inevitabile. Difficoltà: media perché rilassarsi non è poi tanto semplice… Valutazione: attenzione a non far cadere il bimbo!

Utilizzare il pc. Utilissimo per navigare su internet, visionare siti di shopping online, leggere giornali e dedicarsi alla lettura in generale. Difficile invece è scrivere: email brevi, eliminando le maiuscole e i punti di domanda (non riesco ancora ad arrivare con una mano sola dallo shift al punto di domanda dall’altra parte della tastiera!!!). Difficoltà: media. Valutazione: ottimo se ci si ricorda di metterselo vicino a sé e sul lato giusto rispetto al seno con cui si sta allattamendo prima che il bimbo si attacchi.

Leggere giornali/libri cartacei. Mai i “tempi di attesa” sono spesi bene come per leggere! Tutto questo tempo a disposizione per leggere quando vi ricapita? Attenzione però alla lettura che diventa meno rilassante quando non si riesce a girare pagina o il libro ci si chiude all’improvviso dopo acrobazie con le dita dell’unica mano utilizzabile per tenerlo aperto. Difficoltà: medio/alta. Valutazione: ottimi i giornali non spessi, comodi da tenere anche con una mano. Non è possibile farlo con tomi troppo pesanti: Dostoevskij tornerà tra le vostre mani in altri momenti.

Stare insieme ad altre mamme: gli spazi allattamento. I consultori familiari organizzano mattinate in cui le neomamme possono trovarsi in saloni adibiti all’”allattamento collettivo”: ci si ritrova, si chiacchiera, ci scambiano consigli e naturalmente…si allatta! Difficoltà: media (uscire di casa con i pupi a volte è un’impresa). Valutazione: ottimo per la psiche e la socialità della mamma, ottimo per i bimbi che durante gli incontri vengono pesati e controllati dal personale del consultorio.

Frequentare locali happy popping. Sono i bar, ristoranti, ma anche librerie, musei, locali pubblici che hanno spazi appositi per favorire un allattamento libero. Per riconoscerli è sufficiente vedere sulla loro vetrina l’adesivo che li contrassegna. Difficoltà: media, perché non è sempre semplice trovarne. Valutazione: ottimi per uscire con le amiche per un aperitivo, una cena, una visita ad una mostra accompagnate dal pupo.

Andare nei parchi. Complice la bella stagione, cosa c’è di più rilassante che uscire e fare un giro negli spazi verdi vicini a casa?! E’ facile trovare una panchina (all’ombra) in cui sedersi e allattare godendosi il relax e non stare chiuse in casa isolate dal mondo esterno! Difficoltà: media perché a volte, soprattutto nelle grandi città, non tutti gli spazi verdi sono family friendly. Valutazione: ai bambini stare all’aperto rilassa e favorisce il sonno… perché non provare!

E per le mamme blogger

Scrivere i prossimi post… con la mente! Pensare all’argomento, inventare il titolo, strutturare il post! E’ molto più semplice fare queste cose in un momento “di pace” in cui bisogna stare ferme per forza con il corpo, ma la mente è libera di creare! E quando il bambino dormirà sarà veloce mettere per iscritto un post già pronto nella nostra testa! Difficoltà: bassa. Valutazione: ottimo sia per distrarsi che per fermarsi a riflettere… cosa non banale nel tran tran della vita quotidiana con un bimbo!

E voi cosa fate mentre allattate?