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Neomamme: aiuti e servizi anti stanchezza

neomamme

Quanto può essere stanca una neomamma? Solo chi ha vissuto l’esperienza può capire cosa significa essere alle prese con: allattamento, nuove responsabilità, un piccolo che piange per motivazioni che non capiamo, visite (spesso non gradite) di parenti che arrivano nella casa dei neogenitori, notti in bianco e poco tempo anche per semplicemente consumare un pasto o farsi una doccia.

La società si sta mutando alla velocità della luce: oggi le mamme (e i papà) si ritrovano spesso soli, senza aiuti esterni, soprattutto in contesti di grandi città.
Tutto però è superabile con una buona organizzazione e innovativi servizi nati proprio per aiutare i neogenitori alle prese con i primi mesi del nuovo arrivato!

Quali musiche ascoltare con i bambini: le nostre playlist

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A casa mia la musica non manca mai; alle mie playlist ovviamente ora si affiancano anche quelle di Davide con le sue richieste per scegliere il sottofondo dei pomeriggi di gioco e di attività come disegno, letture, messa in ordine della cameretta.
Poiché trascorriamo la giornata in diversi luoghi della casa (e come sappiamo i bambini si spostano a giocare in base a dove si trova la mamma), mi sono organizzata creando su smartphone delle playlist personalizzate che, attraverso il Bluethooth, lancio, ovunque sono nella casa, alla soundbar di Panasonic.

Negli anni gli elenchi di musiche preferite sono cambiate, ma ho sempre seguito i consigli degli esperti e degli psicologi su quali brani presentare e “far assaggiare” ai piccoli.

Non è infatti mai troppo presto per abituare i bambini alla musica: i bimbi iniziano ad apprezzare i suoni fin da quando sono nella pancia della mamma!
Durante gli incontri pre-nascita, viene spiegato ai genitori che i piccoli nell’utero già riconoscono le voci di mamma e papà e che alcune melodie li rilassano.
Nei primi mesi di vita impareranno poi a riconoscere le diverse melodie fino a sviluppare un vero e proprio senso musicale fin dai primi anni.

Quali musiche quindi sono maggiormente consigliate da far ascoltare ai bambini?

Baby Sitter: le cose importanti da dirle

Baby sitter

Ci si confronta spesso su come scegliere una baby sitter, quali domande rivolgerle, quale compenso orario accordare, ma risulta importante prepararsi anche su un altro aspetto.

Infatti, una volta scelta la baby sitter, è fondamentale offrirle tutte le informazioni perché possa svolgere il suo lavoro nel migliore dei modi e, soprattutto, nostro figlio possa trascorrere con lei delle ore in serenità.

Prima di chiudere la porta di casa e lasciarla con il bambino sarà importante aver chiarito con lei:

Visite guidate in città per bambini e famiglie

visite guidate bambini

Andare al ristorante, organizzare un viaggio, partecipare a conferenze e a concerti, visitare musei delle città in cui andiamo in vacanza o in cui viviamo, con i bambini al seguito diventano attività da “mamme Rambo”.

Perché, semplicemente, molte volte le strutture e le guide non sono pronte ad accogliere esigenze di mamme e bambini, da offrire percorsi comodi da seguire con il passeggino a proporre tempi compatibili con un bambino che deve essere allattato, cambiato, seguito.

Ma oggi, per fortuna, sono sempre più le proposte di visite guidate e di tour cittadini proposti “a misura di famiglia”. Spesso sono realizzati proprio da società costituite da mamme che, comprendendo bene le esigenze, hanno deciso di dedicarsi a servizi per mamme, papà e bambini ovviamenti.

Le visite guidate per famiglie possono essere idee per coinvolgere adulti e bambini nella scoperta di una nuova città (come per es. durante una vacanza o un weekend fuori porta), ma anche un’occasione per le mamme della città stessa di trascorrere alcune ore entrando in contatto altre mamme e sfruttare il tempo della maternità per approfondire la conoscenza della zona in cui abitano.

Quella perfezione che non c’è

Perfezione tramonto Cagliari

No, non ce la fai: per quanto allunghi la mano per raggiungerla, per quanto resisti, per quanto pensi di farcela, tu, cara mamma, correrai senza sosta verso una vetta che non riuscirai mai a conquistare.

Sì, quel peso tra testa e stomaco che si contorce dentro di te non ti abbandonerà nel raggiungere quello che non riesci ad afferrare. Perché là, in quello stato di perfezione a cui ti hanno abituata e ti sei immaginata, nessuno in realtà ci abita.

Per essere la più a brava a scuola ti è stato sufficiente studiare molto.
Per presentarti con serietà, prima degli incontri importanti hai scelto con cura i vestiti da indossare.
Per essere sempre informata hai letto molto, hai approfondito con continuità, hai fatto ricerche.
Per avere una casa i accogliente, hai dedicato ore al riordino.
Per non farti sfuggire un’email, una deadline, una telefonata da fare ti sei sempre organizzata con precisione e dedizione.
Per prepararti alla vita, e anche al crescere un bambino, hai seguito corsi e fatto i conti con la pedagogia.

E poi sei diventata mamma.

La distanza tra te e il come volevi essere è diventata insostenibile.
Qualcosa è scivolato via da te, cadendo sempre più in picchiata. E il recupero è diventato impossibile.

Fascia porta bebè: quale scegliere?

Gina-Barilla
Francesca Praga, Istruttrice del portare

Francesca Praga non è solo l’anima di Gina Barilla, la protagonista dell’omonimo blog, ma è soprattutto una mamma di 3 bambini, un’infermiera professionista e un’istruttrice certificata del portare, cioè supporta le neomamme a trovare la fascia più adatta alle loro esigenze e le accompagna nell’imparare le corrette legature per portare.

Cosa bisogna sapere se si vuole usare una fascia?
Ho rivolto a Francesca le 4 domande fondamentali che si pone ogni neomamma all’inizio dell’avventura del portare.