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Quella perfezione che non c’è

Perfezione tramonto Cagliari

No, non ce la fai: per quanto allunghi la mano per raggiungerla, per quanto resisti, per quanto pensi di farcela, tu, cara mamma, correrai senza sosta verso una vetta che non riuscirai mai a conquistare.

Sì, quel peso tra testa e stomaco che si contorce dentro di te non ti abbandonerà nel raggiungere quello che non riesci ad afferrare. Perché là, in quello stato di perfezione a cui ti hanno abituata e ti sei immaginata, nessuno in realtà ci abita.

Per essere la più a brava a scuola ti è stato sufficiente studiare molto.
Per presentarti con serietà, prima degli incontri importanti hai scelto con cura i vestiti da indossare.
Per essere sempre informata hai letto molto, hai approfondito con continuità, hai fatto ricerche.
Per avere una casa i accogliente, hai dedicato ore al riordino.
Per non farti sfuggire un’email, una deadline, una telefonata da fare ti sei sempre organizzata con precisione e dedizione.
Per prepararti alla vita, e anche al crescere un bambino, hai seguito corsi e fatto i conti con la pedagogia.

E poi sei diventata mamma.

La distanza tra te e il come volevi essere è diventata insostenibile.
Qualcosa è scivolato via da te, cadendo sempre più in picchiata. E il recupero è diventato impossibile.

5 cose che forse non sai sul latte materno

 

Latte materno

Prima di partorire mi ero informata sull’allattamento leggendo e frequentando corsi; poi ho allattato per 15 mesi, non senza difficoltà.
Eppure, durante il Simposio Medela a cui ho partecipato lo scorso aprile, sono venuta a conoscenza di incredibili nuove scoperte sul latte umano che neanche immaginavo.

Vediamo se tu le conosci già!

1 Il latte materno “cura” il bambino quando è ammalato

Non si è ancora scientificamente scoperta la dinamica per dare una spiegazione a questo fenomeno: se il bambino è ammalato il latte che produce la sua mamma è differente, è “curativo” rispetto alla malattia del bambino.
Si sta studiando come il corpo materno riceve “l’informazione” dal corpo del bambino e come l’organismo si attiva per produrre un latte diverso.

Allattare è un faticosissimo lavoro

allattare

Studiosi di tutto il mondo si sono trovati a Firenze il 7 e 8 aprile, al Simposio Medela, per presentare le nuove ricerche mondiali sull’allattamento al seno; studi sensazionali come la scoperta di un un complesso proteico-lipidico composto da due elementi del latte umano che induce la morte delle cellule tumorali lasciando intatte le altre, ma anche studi su un nuovo modo di pastorizzare il latte, studi sulle cure dei bambini nati prematuri, campagne di sensibilizzazione sull’allattamento al seno in Paesi dove la totalità delle madri nutre i figli con latte non materno.

Sì, posso dire “io c’ero”. Perché, anche se mio figlio ha ora 3 anni e non allatto più dai suoi 15 mesi, il tema dell’allattamento non è per me un argomento chiuso.
Credo profondamente nel ruolo di passaggio di conoscenze e di empatia da mamma a neomamma, della necessità di “fare cultura” o, meglio, controcultura, su un argomento che ancora oggi viene affrontato troppo spesso con immagini stereotipate, informazioni errate e conseguente disagio di una madre che inizia ad allattare.

Perché allattare al seno, noi mamme che abbiamo affrontato questa esperienza lo sappiamo, non è quasi mai piacevole, ma molto faticoso fisicamente e psicologicamente.

Fascia porta bebè: quale scegliere?

Gina-Barilla
Francesca Praga, Istruttrice del portare

Francesca Praga non è solo l’anima di Gina Barilla, la protagonista dell’omonimo blog, ma è soprattutto una mamma di 3 bambini, un’infermiera professionista e un’istruttrice certificata del portare, cioè supporta le neomamme a trovare la fascia più adatta alle loro esigenze e le accompagna nell’imparare le corrette legature per portare.

Cosa bisogna sapere se si vuole usare una fascia?
Ho rivolto a Francesca le 4 domande fondamentali che si pone ogni neomamma all’inizio dell’avventura del portare.

Dove cercare una baby sitter?

cercare baby sitter

 

Una mamma lo sa: l’allarme asilo arriva puntuale ogni anno nei mesi di novembre e dicembre per proseguire ancora di più nei primi mesi dell’anno.

Il suono scatta alle parole “malattia” ma anche “sciopero” e “chiusura”, cioè tutte le volte che il bambino non può andare a scuola mentre mamma e papà sono al lavoro.
Non è sempre scontato che i nonni vivano vicino e che siano disponibili a prendersi cura di un bambino piccolo, e così parte la “caccia” per trovare una baby sitter affidabile, disponibile negli orari di cui abbiamo bisogno e che magari abiti vicino a casa nostra.

Bad Moms: un contest per andare a vedere il film!

Bad Moms

 

“Ciao, sono Amy, e da quando sono mamma c’è una cosa che faccio tutti i giorni, in ogni momento: corro”.

Le prime battute del film sono state più che sufficienti per farmi pensare: eccomi, sono io!

Una mamma che corre da quando si alza, prepara la colazione ai bambini, li porta a scuola e poi cerca di incastrare gli impegni lavorativi con i corsi, i compiti, le riunioni a scuola dei figli, in un vortice di problemi da risolvere e di una perfezione che rimane sempre un obiettivo frustrante.

“Bad Moms – Mamme molto cattive” non è di certo un film serio, ma un film necessario per noi mamme con mente e corpo sempre in movimento, spesso preoccupate, a volte sclerate: ci meritiamo 1 ora e mezza di risate, quelle risate “liberatorie” e complici, che ci fanno dire in coro “è vero, anch’io penso/faccio così”.