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filosofia

Oggi, per noi, devo dirtelo

sogni

Nonostante i libri di romanzi, avventure, di viaggio che leggerai,
nonostante le poesie che trasudano emozioni che ascolterai,
nonostante i film e le foto in cui ti immaginerai,
nonostante le promesse che ti farai,
nonostante la tua volontà e determinazione che si formeranno giorno dopo giorno,
nonostante tutto quello che potrai amare,

io non ti auguro di sognare, sperare, desiderare.

Educare è un dono: uno studio che ogni mamma dovrebbe conoscere

Chi mi segue sa già che una delle mie passioni è la Filosofia, materia a cui ho destinato i miei studi universitari.

Per la mia tesi di laurea ho sviscerato le teorie filosofiche contemporanee su comunicazione ed educazione. Mi sono quindi imbattuta, facendo delle ricerche correlate, in Marcel Mauss, antropologo che ha studiato diverse popolazioni per capire le dinamiche sociali e antropologiche del gesto del donare. Il suo studio si è concentrato sulle azioni del dare, del ricevere e del contraccambiare: la volontà di dare gratuitamente qualcosa che si possiede o, meglio, condividere i propri possedimenti.

L’aspetto che mi ha affascinata è che la stessa dinamica si riscontra anche nelle conoscenze acquisite durante la vita.

Noi mamme siamo filosofe! Avete dubbi?

Esercizi di meraviglia
Foto di @petuniaollister

Una professoressa di Filosofia, una mamma, una scrittrice: Vittoria Baruffaldi è tutto questo (anche non necessariamente in quest’ordine).
Nel suo blogLa filosofia secondo babyP” ha iniziato a raccontare, con profondità ma anche ironia, le giornate e gli stati d’animo delle mamme, dando loro un senso richiamando i filosofi della storia e le loro teorie.

Il suo linguaggio semplice ha avvicinato al suo mondo moltissime lettrici felici di rispolverare le nozioni filosofiche studiate a scuola o digiune del tutto della materia, accomunate da essere mamme e provare le stesse sensazioni.

Dal successo del blog è nato il libro “Esercizi di meraviglia – fare la mamma con filosofia, edito da Einaudi.
Ho letto il libro tutto d’un fiato e ho deciso di condividerlo con voi facendo alcune domande all’autrice.

Regali che mi faranno battere il cuore

Borse, sciarpe, libri: ricevo ogni Natale regali bellissimi, che mi ricordano quanto le persone attorno a me vogliano donarmi oggetti che mi piacciono e che mi ricordano del loro affetto ogni volta che li utilizzo.

Ma so che dei regali che mi facciano battere forte il cuore posso riceverli solo da me stessa.
E quest’anno voglio riceverli, tutti.
Regali che accendano solo le sensazioni che partono dal muscolo in mezzo al petto, che mi facciano salutare tutti i pensieri razionali di utilità, di estetica che si innescano quando riceviamo un dono.

Voglio sentire battere il mio cuore fermandomi a guardare i tramonti: quelli che colorano il cielo di mille colori, quelli nascosti dalla nebbia, quelli a picco sul mare e quelli tra i palazzi della mia città. Un momento tutto per me o da condividere con mio figlio, per fermarci dopo giornate frenetiche e ammirare qualcosa di spettacolare che si ripete e dà ritmo alle nostre giornate.

Yoga e Mindfulness per mamme

Mindfulness

A cosa ho dedicato le mie prime uscite senza pargolo? A un corso di yoga e meditazione, e mai scelta è stata per me più azzeccata!

Desideravo da tempo conoscere meglio lo yoga, quasi per sfida, per essere un “San Tommaso che se non vede non crede” e provare quello stato di benessere psicofisico di cui si parla quando si descrivono gli effetti dell’esercizio yogico.

Mi sono iscritta ad un corso di yoga non specifico per neomamme e sono pian piano, in punta di piedi, entrata nel mondo dello yoga.
Ho scoperto che esistono diverse filosofie ma che tutte hanno come obiettivo l’unione della consapevolezza del proprio corpo e della propria mente.
Lo yoga non è una religione né una disciplina ginnica: praticare yoga è qualcosa che fa star bene mente e corpo, e per noi mamme è un “balsamo dolce” per gli effetti fisici e psicologici della nostra nuova vita.

I miei privilegi

Mani-@Mamma in città

La mia mano attorno a quella di Davide quando aveva 1 mese

 

Ho avuto il privilegio di entrare per la prima volta in un teatro a 4 anni: le sedie rosse di velluto, il mettersi in fila per raggiungere il posto, il bisbigliare, il fare ciao ciao alle persone sedute in alto in alto fino quasi al soffitto, l’imponente lampadario sopra la platea, il silenzio improvviso, il buio, il sipario che si apre, i costumi, le musiche, gli applausi, gli attori che scendono dal palco.

Ho avuto il privilegio di attendere fin da bambina con entusiastica precisione il giorno di uscita delle mie riviste preferite: il mercoledì Topolino, il sabato Specchio dei Tempi de La Stampa, e poi Dove, Gulliver, i giornali per sognare di viaggiare attorno al mondo, da leggere e commentare.