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Sono sempre stata una dormigliona: questo significa che durante gli anni di scuola, la difficoltà maggiore era alzarsi presto anche il sabato e avere solo 1 giorno a settimana per dormire (una tortura per me!); nel periodo dell’Università, durante la mia vita da pendolare con la sveglia alle 6.00, arrivavo il venerdì sera che crollavo a letto alle 21.30; e quando sono rimasta incinta l’insonnia che colpisce le donne in gravidanza se n’è stata ben bene alla larga da me.

Alla domanda in loop che mi sono sentita rivolgere milioni di volte durante i primi 6 mesi di Davide “Dorme la notte?” ho potuto sempre rispondere con un sorriso e con “Sì, è un dormiglione come la mamma”.
Poi invece, quando la domanda ha iniziato ad essere meno insistente, l’abitudine è cambiata.
E anch’io ho iniziato a dormire poco, a volte pochissimo, con tanti risvegli.

Questa è una storia che si conosce, mamme e non: con i figli piccoli notte significa spesso “sopravvivere” a nottate senza sonno.

Ma cosa succede dopo notti insonni quando finalmente il bimbo dorme? La risposta più ovvia, che anche la mamma dorme, non è sempre vera.
La sottoscritta dormigliona guarda il bambino dormire, respira, raccoglie le forze e inizia a fare tutto ciò che non è riuscita a fare durante il giorno.

Esiste non solo la notte cantata da Jovanotti, quella della “gente che fa lavori strani, certi nascono oggi e finiscono domani, baristi, spacciatori, puttane e giornalai, poliziotti, travestiti gente in cerca di guai, padroni di locali, spogliarelliste, camionisti, metronotte, ladri e giornalisti, fornai e pasticceri, fotomodelle”, ma anche la notte delle mamme.

E’ la notte di migliaia di pc accesi sulle gambe di mamme stanche ma alla ricerca di informazioni sugli eventi del weekend, recensioni di prodotti per l’infanzia, passando per il catalogo delle nuove collezioni di abiti per sé, il regalo per l’amica, il nuovo post della blogger che “racconta esattamente quello che prova una mamma”. Ma anche di letture di riviste di mesi prima, accatastate vicino al comodino (perché ci si abbona quando si è in maternità, ma poi non si riesce nemmeno a togliere il cellophane ormai ricoperto di polvere).

E’ la notte con in sottofondo il rumorio della lavatrice che finalmente è partita svuotando il cesto di abiti sporchi, le voci che arrivano dalla strada dei ragazzini che iniziano la loro serata di divertimento, l’abbaiare di un cane che scatena la risposta di tutti quelli del quartiere (e speriamo che non sveglino il pupo!).

E’ la notte delle lunghe docce, fatte con tutta calma. Mi immagino nel pieno della notte le luci accese di tante finestre nella città: siamo noi mamme che ci dedichiamo questo “lusso”. Ci laviamo i capelli mettendoci il balsamo, ci spalmiamo la crema per il corpo che era finita in fondo all’armadietto sotto il lavandino, ci mettiamo una maschera per il viso.

E’ la notte che rincorre l’alba, quando noi mamme ci accucciamo nel letto, le luci si spengono, a volte solo per poco tempo. Il piccolo piange e bisogna iniziare “la danza notturna” tra lettone e lettino. Però ci siamo concesse del tempo per noi, quel tempo desiderato e goduto che spesso solo la notte può regalarci.

Buonanotte care mamme ancora sveglie come me, quante siete?

“La notte è più bello, si vive meglio,
per chi fino alle 5 non conosce sbadiglio,
e la città riprende fiato e sembra che dorma,
e il buio la trasforma e le cambia forma
e tutto è più tranquillo tutto è vicino
e non esiste traffico e non c’è casino
almeno quello brutto, quello che stressa”
Gente della notte, Jovanotti

Allungate la mano, prendete le cuffie e attaccatele al pc. Così, senza svegliare i vostri bimbi, potete ascoltare la canzone:

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