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Interviste

Bambini e web: tutto quello che devi sapere su Google

impostazioni Google

Chiudete una ventina di mamme in una stanza e interrogatele: “come tutelate la vostra sicurezza online? Per esempio come scegliete e salvate le vostre password?”

L’esperimento è avvenuto martedì in una stanza “delle meraviglie” dei mitici uffici di Google Italy a Milano e tra le venti mamme, tutte blogger e quindi abbastanza sgamate su tecnologia e web, c’ero anch’io.
Qual è il risultato il test? Ahinoi, le regole per essere sicuri online e non cadere in truffe e in attacchi hacker, pur essendo semplicissime, non fanno parte della nostra quotidianità.

Caitlin Pantos, Senior Engineering Program Manager del team Security & Privacy di Google, ci ha consigliato facilissime regole da seguire per tutelare noi e chi usa i nostri dispositivi (in primis i nostri bambini).

Pronti per fare un check anche voi?

Noi mamme siamo filosofe! Avete dubbi?

Esercizi di meraviglia
Foto di @petuniaollister

Una professoressa di Filosofia, una mamma, una scrittrice: Vittoria Baruffaldi è tutto questo (anche non necessariamente in quest’ordine).
Nel suo blogLa filosofia secondo babyP” ha iniziato a raccontare, con profondità ma anche ironia, le giornate e gli stati d’animo delle mamme, dando loro un senso richiamando i filosofi della storia e le loro teorie.

Il suo linguaggio semplice ha avvicinato al suo mondo moltissime lettrici felici di rispolverare le nozioni filosofiche studiate a scuola o digiune del tutto della materia, accomunate da essere mamme e provare le stesse sensazioni.

Dal successo del blog è nato il libro “Esercizi di meraviglia – fare la mamma con filosofia, edito da Einaudi.
Ho letto il libro tutto d’un fiato e ho deciso di condividerlo con voi facendo alcune domande all’autrice.

Fino a quando mantenere i figli?

soldi

“Bamboccioni”: ormai il temine infelice usato dall’ex Ministro Padoa Schioppa è utilizzato largamente per definire i giovani d’oggi che spesso restano a casa di mamma e papà a farsi mantenere fino addirittura dopo i 30 anni.

Di certo per gran parte di loro questa non è una scelta, ma una forzatura provocata dalla crisi dell’occupazione che li porta, dopo aver studiato fino a circa 24 anni all’Università, a fare lavori precari e poco remunerati che non consentono loro di essere indipendenti economicamente.

Ma se questo è un problema per i giovani, lo è anche per i loro genitori che spesso fanno fatica a mantenere i figli grandi e a far quadrare il bilancio familiare a fine mese.

Nasce così la domanda: fino a quando un genitore è per legge obbligato a mantenere economicamente un figlio?

“Da grande voglio fare la ballerina”: quando e come far iniziare un corso di danza ai bambini

Danza_bimbe

Quante di noi mamme da piccole sognavamo di diventare una ballerina? Io alzo la mano!
Ho frequentato dai 4 ai 16 anni una scuola di danza classica e moderna e ogni momento di musica era per me occasione per scatenarmi a ballare!
Poi naturalmente una ballerina non sono diventata, ma sicuramente ho dei bellissimi ricordi delle lezioni, delle compagne di danza, degli spettacoli oltre che credo sia stata un’ottima “palestra” per fare sport divertendomi.

Anche le bambine di oggi, soprattutto e purtroppo vedendo molta tv, sognano di diventare ballerine.

Ho rivolto a Chiara e Sabrina della scuola di danza “Spazio Aries”, specializzata in corsi di danza per bambini, alcune domande per capire come guidare l’approccio dei bimbi a questo sport.

Una merenda con… Socrate e Platone! La filosofia per bambini

Filosofia-bimbi

La filosofia è curiosità: fare domande, non smettere di cercare, scoprire. E i bambini sono curiosissimi: con le loro continue domande per conoscere il mondo possiamo dire che sono dei filosofi “d’istinto”!

Io mi sono laureata in filosofia e le mie due tesi di laurea sono state entrambe sul “fare filosofia oggi”, cioè su come applicare la ricerca filosofica all’attualità, alla sociologia, alla politica. Per me la sfida dei filosofi oggi è proprio questa: continuare la ricerca filosofica in funzione della comprensione ed evoluzione degli scenari attuali.

Filosofeggiare = cercare, cercare, cercare.

Mentre preparavo la mia tesi sul rapporto della filosofia con la comunicazione e l’educazione mi sono avvicinata ad una nuova branca della filosofia, molto diffusa negli Stati Uniti e, purtroppo, ancora poco da noi, che è la filosofia per bambini.
Come stimolare – non insegnare perché lo sanno fare benissimo – i bambini a filosofeggiare, cioè ad interrogarsi sulla vita e sul mondo che li circonda?
La mia passione sulla tematica si è limitata alla lettura di qualche libro fino a quando, dopo anni, ho rincontrato una mia compagna di Università che ha approfondito l’argomento e ora conduce laboratori di filosofia con bambini di tutte le età.

Ho chiesto quindi a lei, Agnese Ambiveri, di raccontarci meglio di cosa si tratta.

Cosa vuol dire fare filosofia con i bambini?

Fare filosofia con i bambini per me significa innanzitutto divertirsi e imparare! Divertirsi con loro e imparare da loro. Sì, perché è incredibile quello che si può imparare dalle risposte e, ancor più, dalle domande dei più piccoli! Loro ci insegnano a non dare nulla per scontato, cosa che noi adulti purtroppo spesso facciamo. Fare filosofia con i bambini è davvero più semplice di quanto si possa pensare, perché proprio loro sono pieni di curiosità e meraviglia verso tutto ciò che è nuovo; sono dei piccoli Socrate: hanno tanta voglia di scoprire il mondo e trovano sempre la domanda giusta per costringerti a metterti in discussione e rivedere le tue certezze. Inoltre, al contrario degli adulti, non hanno alcun pensiero preconcetto sulle cose e la loro onestà intellettuale è disarmante. Credo davvero che siano dei piccoli filosofi!

Dove e come si svolge un laboratorio di filosofia per bambini?

Fino ad adesso i laboratori si sono svolti all’interno di librerie e biblioteche, ma mi piacerebbe molto riuscire a portarli all’interno delle scuole elementari.  Si parte sempre da un’introduzione sulla filosofia (“che cos’è secondo voi?”; “avete mai sentito questa parola?”. Mi piace molto far parlare i bambini!) e da una lettura. Ho usato spesso i libri di filosofia per bambini di Oscar Brenifier e di Emiliano di Marco, entrambi autori che adoro e che consiglio vivamente ad adulti e bambini. Dal brano letto emergono dei temi, delle domande, ad esempio: “che cos’è la verità?”, “chi sono io?”, “quando i sensi mi ingannano?”. La parte più ampia però è quella ludica: prendendo spunto da queste domande penso a dei giochi per i bambini. Mi piace dare libero spazio alla loro creatività e alla loro fantasia. Oppure costruire delle semplici scenografie che diventano per i bambini dei mondi magici (ad esempio la caverna del mito di Platone). Alla fine si raccolgono le impressioni dei bambini e mi piace farli andare a casa sempre con un ricordo del pomeriggio passato insieme.

Come reagiscono i bambini?

La maggior parte di loro, all’inizio, non sa di cosa si tratta. Così molti arrivano tra lo spaesato e l’incuriosito e spesso ho la sensazione che… “pendano dalle mie labbra”! Devo dire che ciò che mi dà più soddisfazione è il vederli partecipare attivamente al laboratorio. Certamente c’è chi interviene più spesso e chi rimane più intimidito, ma nella maggior parte dei casi ho trovato un ottimo livello di attenzione e partecipazione. Quando i genitori vengono a prendere i bambini, questi ultimi sono sempre contenti di mostrare a mamma e papà quello che hanno fatto!

La domanda/l’episodio più curioso che ti è capitato durante un laboratorio?

Alle volte i bambini danno risposte davvero sorprendenti!
Devo ammettere che, da adulta, a volte do per scontato che i bambini ancora non conoscano alcuni concetti, come ad esempio il significato della parola “filosofia”; finché… ad un laboratorio mi è capitata una bambina che si chiama Sofia (9 anni) e che, ovviamente, conosceva benissimo cosa significa “sophia” e addirittura cosa significa “philos”! Altre volte dimentico che noi adulti abbiamo un pensiero astratto, che talvolta ci fa dimenticare il significato letterale delle parole. Così una volta stavo spiegando che per Socrate la domanda più importante, che ogni uomo dovrebbe porsi è “Chi sono io?”, intendendo “Come sono fatto dentro?”; un bambino (5 anni) mi ha chiesto: “Cioè, come sono fatte le mie ossa?”! Mi ha spiazzata, la sua domanda era perfettamente lecita!

 Agnese vi aspetta al prossimo laboratorio!

Per informazioni: Agnese Ambiveri – agnese.ambi@gmail.com

Figli di coppie non sposate: quali diritti?

Primo incontro del corso preparto. Ci vengono dati tanti bigliettini: su ognuno c’è scritta la parola chiave di un argomento (travaglio, prodotti per l’infanzia, coppia, corpo, epidurale, cordone ombelicale, etc.). Dobbiamo fare un lavoro di gruppo: scegliere tra i tanti biglietti quelli con le tematiche che vorremmo affrontare durante il corso.

Al termine del nostro lavoro (in cui emerge che vorremmo parlare…pressoché di quasi tutto!), una futura mamma condivide con tutte noi un argomento su cui vorrebbe avere maggiori informazioni, ma che non è presente tra i tanti post-it: i diritti dei bambini figli di coppie non sposate. L’argomento non è previsto nel corso preparto ma, visto che scopriamo che tutte noi non siamo sposate, subito l’ostetrica ci dice che organizzerà una mini-sessione informativa.

Tornata a casa inizio a googlare sull’argomento e scopro che è di interesse sempre a più coppie considerato soprattutto che è da poco uscita una nuova legislazione su questo tema. Su internet trovo di tutto, così ho fatto una chiacchierata chiarificatrice con l’Avv. Silvia Cagna, particolarmente sensibile alla materia del diritto di famiglia, per conoscere le eventuali differenze legali tra figli nati da una coppia sposata e quelli nati da genitori non uniti in matrimonio.

Ecco le domande che le ho fatto e le sue risposte.

Famiglia@Flickr –  My Name Is Mudd

 

Quali sono le più importanti novità della nuova legge che garantisce i diritti dei bambini nati da coppie non sposate?