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StorMoms

Le maschere che non voglio

Maschere

A Carnevale ci si trasforma in quello che, soprattutto da bambini, si vorrebbe essere: un super eroe invincibile, una principessa bellissima, un animale intrepido.

Una maschera rappresenta il desiderio, l’immagine di chi/cosa si vorrebbe essere; dietro alla maschera ci siamo noi, coperti e nascosti.

Ma non ci sono solo le maschere che ci scegliamo, esistono delle maschere che arrivano davanti a noi e cercano di farci sembrare qualcun altro.

Ci sono per esempio le maschere con cui dobbiamo fare i conti noi mamme: sono le maschere che arrivano dal nostro vissuto, dalle persone accanto a noi, dal banale “si è sempre fatto così”.

Pausa caffè: cosa le mamme vogliono

pausa caffè mamme

Cara Mamma Natale,
scrivo a te perché sono sicura che mi capirai.
Potresti esserci anche tu ogni mattina quando, con le mie colleghe mamme, ci troviamo alla macchina del caffè per cercare nel nostro “oro nero” l’energia per affrontare la seconda parte della giornata (perché la prima, quella del “su, sveglia, è tardi”, “bevi il latte e non buttare i biscotti per terra”, “no, la tua maglia di Batman oggi è da lavare, non puoi metterla”, l’abbiamo già superata).
E’ il momento dei bilanci della serata e nottata precedenti: dei capricci, delle malattie portate a casa dall’asilo, del conteggi delle poche ore in cui abbiamo dormito, delle corse fatte/da fare per arrivare puntuali a prendere i figli a scuola.

Un regalo per Natale ce lo meritiamo anche noi, no?
Allora ti chiedo questo: una macchina del caffè per me e le mie colleghe mamme.
Non perché non ce ne abbiamo già una, ma perché il classico caffè temo proprio che non sia sufficiente per aiutarci ad affrontare altri 365 giorni.
Sarebbe necessario fare delle piccole modifiche alla macchina che abbiamo: saremmo felicissime.

Ecco cosa ci servirebbe:

Educazione, la nostra sfida

Educhiamo

Io e mio figlio (Foto di Donatello Lorenzo)

 

Ho letto Tracy Hogg, ho sfogliato i principi di Maria Montessori, mi sono iscritta alle newsletter dei principali siti di puericultura, ma tu mi ripeti ogni giorno che nessuno di loro ha ragione.

Un abbraccio non calma sempre un pianto, un castigo non equivale ad un insegnamento.
La formula magica per far terminare un capriccio non è ancora stata scoperta e nessun ciuccio, barattolo della calma, disegno sono talismani efficaci, almeno fino a quando non traslocano dalla mia speranza alle tue mani.

Nessun bambino può avere i tuoi stessi pensieri, provare le stesse emozioni, temere e ridere per le stesse cause: conoscerti e capirti sono la mia gioia e il mio timore, il mio desiderio e il mio compito, la verità sopra cui scorre il mio “essere mamma”.

Cammino sul filo sospeso tra il mio senso di responsabilità di offrirti tutti gli stimoli “giusti” e la tua libertà di muoverti nella vita per costruire la tua personalità. Il “mio” e il “tuo” sono nati assieme, ma correranno parallelamente e ad un certo punto si divideranno: saremo pronti ad affrontare questo percorso, tu con il tuo entusiasmo della scoperta, io con la mia soddisfazione nel vederti camminare con le tue sicurezze?

Noi, la città, i figli: come ci eravamo immaginate?

citta

No, non è come te l’eri immaginato: quando hai un neonato tra le braccia -e tu non sei la zia, l’amica dei genitori, la vicina di casa, ma la Mamma – capisci che le tue proiezioni sul mondo fantastico dei bambini si trasformano in fretta in una realtà diversa.

Ce lo racconta bene The Swinging Mom, mamma di tre figli, nel suo post “Ti immaginavo peluche”  e Moms about town con l’articolo “Vita coi figli Pantone Rose Quartz e Serenity”.

Ma noi, “Mamme in città”, come ci immaginavamo, dopo aver frequentato feste, corsi, laboratori, locali cool, di vivere la nostra città con pargoli al seguito?
Diciamo la verità? 😉

La pioggia delle mamme

Pioggia ombrelli

Un fine settimana di pioggia è spesso per una mamma “un tranquillo weekend da paura”.
Non poter uscire da casa e dover intrattenere i bambini con continue attività tra le 4 mura di casa è un’impresa: i capricci e la noia sono in agguato.

La pioggia incessante che scende senza dar tregua e il rombo dei tuoni che arriva all’improvviso circondano però le (neo)mamme anche in settimana e quando fuori le finestre c’è il sole. Il problema non è cosa fare a casa ma avere la forza di uscire.

Senti un forte temporale che ti blocca in casa quando devi raggiungere con carrozzina e bebè un luogo dall’altra parte della città cambiando metro, bus, tram; quando devi calcolare esattamente a che ora uscire in base alle poppate perché non sai dove allattare o cambiare il pannolino.

Un acquazzone improvviso ti ferma sull’uscio di casa quando desideri andare al cinema o a teatro ma non sai a chi lasciare il bambini, quando vorresti unirti alle tue amiche senza figli per un aperitivo ma temi che tuo figlio disturbi le vostre chiacchiere, quando è solo nei tuoi sogni una mezza giornata tutta per te per fare shopping o andare dal parrucchiere.

Una pioggerellina fine e insistente ti fa dubitare se uscire quando fa troppo caldo e hai paura che tuo figlio si disidrati, quando le temperature scendono e temi che il bimbo si ammali, quando il tempo è incerto e non sai come vestirlo per andare all’aperto.

Cosa fare? Armiamoci di grandi ombrelli che ci riparano da pregiudizi, paure, ansie; cerchiamo informazioni su dove “troviamo riparo” (locali family friendly, punti baby pit-stop, etc.); mettiamoci ai piedi i nostri stivali più belli fatti di forza, desideri e coraggio… usciamo.
Sentiremo forse inizialmente la pioggia che ci bagna un po’, i piedi un po’ umidi e vedremo piccoli lampi, ma ad ogni passo capiremo sempre più che ce la stiamo facendo e ci verrà voglia di continuare a camminare.

Il mio augurio per tutte le (neo)mamme per il nuovo anno è proprio questo: che non ci sia mai questa pioggia nel cuore e nella mente che obbliga a trascorrere lunghe giornate chiuse in casa.

StorMomsQuesto post partecipa al tema del mese delle #Stormoms: #mammapiovechefacciamo. Sono anch’io una StorMom!
Per conoscerci tutte visita la pagina Facebook del progetto!

Le mamme in riunione: gli indizi per riconoscerle!

riunione-mamme

Sedute attorno ad un tavolo, tra slides, brainstorming e call, le mamme di bimbi di fascia 0-5 anni cercano di passare “inosservate” ma non sempre ci riescono.
Gli indizi ci sono e si vedono!
Non li avete mai notati? Daiiii, non ci credo! Facciamo un rapido ripasso:

✔ Come per scoprire se una donna è sposata è intuitivo fiondare lo sguardo sull’anulare, per trovare subito le mamme sedute attorno al tavolo di una riunione è sufficiente notare le loro unghie: lo smalto è il primo vero rilevatore di mamme! Può essere a macchie di leopardo (mamma con zero tempo per rimetterlo), a strati cementificati (mamma che la sera prima ha cercato di rimediare i danni con pennellate riparatrici) o presente solo ad aloni al confine con i polpastrelli (mamma che ha usato l’acetone togli smalto mentre addormentava il figlio, lavava i piatti, finiva la presentazione per la riunione).