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diritti

Fino a quando mantenere i figli?

soldi

“Bamboccioni”: ormai il temine infelice usato dall’ex Ministro Padoa Schioppa è utilizzato largamente per definire i giovani d’oggi che spesso restano a casa di mamma e papà a farsi mantenere fino addirittura dopo i 30 anni.

Di certo per gran parte di loro questa non è una scelta, ma una forzatura provocata dalla crisi dell’occupazione che li porta, dopo aver studiato fino a circa 24 anni all’Università, a fare lavori precari e poco remunerati che non consentono loro di essere indipendenti economicamente.

Ma se questo è un problema per i giovani, lo è anche per i loro genitori che spesso fanno fatica a mantenere i figli grandi e a far quadrare il bilancio familiare a fine mese.

Nasce così la domanda: fino a quando un genitore è per legge obbligato a mantenere economicamente un figlio?

Non è un dolore diverso

Mamma-Nepal

Una mamma che ho incontrato durante uno dei miei viaggi di volontariato, in Nepal.

Arriva l’email con un nuovo report dall’Eritrea: leggo il lungo testo, fitto fitto di dati sulla malnutrizione dei bambini. Cerco di individuare velocemente le parole chiave, chiedo ai colleghi se abbiamo delle immagini. Spesso le foto arrivano sgranate, troppo piccole da pubblicare sul sito e per creare delle gallery: le faccio passare per cercare quelle con i bambini che possano far capire il problema senza impressionare o ledere la dignità dei minori.
Scrivo l’articolo, lancio il post su Facebook, riassumo per Twitter.

Questo è il mio lavoro. Mi occupo di comunicazione web per una onlus che assiste bambini in difficoltà in Italia e nel mondo. Ho iniziato nel 2007 e da allora ho visto migliaia di foto, letto pressoché ogni giorno testimonianze di medici che operano bambini in fin di vita per mancanza di cure disponibili nel loro Paese, famiglie che vivono in baraccopoli, bambini che devono crescere troppo in fretta perché nati in un contesto sociale di povertà e violenza.
E ho anche incontrato io stessa questi bambini in Africa, Sud America e Asia.

Questa è stata la mia routine fino a prima della mia maternità.

Figli di coppie non sposate: quali diritti?

Primo incontro del corso preparto. Ci vengono dati tanti bigliettini: su ognuno c’è scritta la parola chiave di un argomento (travaglio, prodotti per l’infanzia, coppia, corpo, epidurale, cordone ombelicale, etc.). Dobbiamo fare un lavoro di gruppo: scegliere tra i tanti biglietti quelli con le tematiche che vorremmo affrontare durante il corso.

Al termine del nostro lavoro (in cui emerge che vorremmo parlare…pressoché di quasi tutto!), una futura mamma condivide con tutte noi un argomento su cui vorrebbe avere maggiori informazioni, ma che non è presente tra i tanti post-it: i diritti dei bambini figli di coppie non sposate. L’argomento non è previsto nel corso preparto ma, visto che scopriamo che tutte noi non siamo sposate, subito l’ostetrica ci dice che organizzerà una mini-sessione informativa.

Tornata a casa inizio a googlare sull’argomento e scopro che è di interesse sempre a più coppie considerato soprattutto che è da poco uscita una nuova legislazione su questo tema. Su internet trovo di tutto, così ho fatto una chiacchierata chiarificatrice con l’Avv. Silvia Cagna, particolarmente sensibile alla materia del diritto di famiglia, per conoscere le eventuali differenze legali tra figli nati da una coppia sposata e quelli nati da genitori non uniti in matrimonio.

Ecco le domande che le ho fatto e le sue risposte.

Famiglia@Flickr –  My Name Is Mudd

 

Quali sono le più importanti novità della nuova legge che garantisce i diritti dei bambini nati da coppie non sposate?