Skip to content

educazione

Noi, famiglia senza tv

bambino-tv

Non siamo novelli hippie né abbiamo fatto una scelta radicale di vita: semplicemente la tv a casa nostra è “in modo spontaneo” solo un soprammobile.

Sia io che il mio compagno non abbiamo mai amato trascorrere serate seduti sul divano a vedere programmi tv: non per essere “spocchiosi”, ma perché il tempo prezioso al di fuori del lavoro amiamo trascorrerlo fuori casa, o a leggere o a (soprattutto) navigare su internet. E se un programma ci interessa ce lo vediamo in streaming anche qualche giorno dopo, senza vincoli di orario o di interruzioni pubblicitarie.
Insomma, tempo per la tv non ne abbiamo mai avuto molto e con la nascita di Davide si è totalmente annullato.

Non guardare la tv per lunghi periodi e “ritrovarla” per caso accesa durante una serata a casa di amici, ci fa rimanere spesso stupefatti di quello che circola nei palinsesti. E in questi momenti sì, diventiamo critici.

Le mamme italiane corrono sul web

Social_Media_Week_mamme

Le mamme italiane corrono. E non solo tra scuola, lavoro, spesa, pediatra, etc., ma anche da un sito internet ad un altro, in cerca di informazioni, consigli, shopping.
Come fanno a far conciliare queste “due corse”? Semplice: si dice multitasking, si fa con uno smartphone in mano mentre si allatta o si va a prendere i bimbi a scuola o si guardano i cartoni animati in tv.

Mercoledì 25 febbraio, all’interno della Social Media Week a Milano, sono stati presentati da Fattore Mamma e GNResearch i dati di una ricerca che ha esplorato il rapporto mamme italiane-digitale.
Ecco il risultato: “la tecnologia è per le mamme friendly, un socio, fedele e femmina”!

Asilo nido: come sceglierlo

Asilo

Febbraio non è solo il mese delle feste di Carnevale. Per i genitori arriva un altro appuntamento: gli open days delle scuole, cioè la possibilità di visitare gli istituti per decidere dove iscrivere i figli il successivo anno scolastico.

Per chi deve fare la scelta soprattutto della primissima scuola, l’asilo nido, la valutazione per la scelta spaventa un po’.
In realtà le cose su cui fare attenzione non sono molte, ma basilari.

Individuati gli asili che la famiglia ritiene rispondere alle sue esigenze (es. la vicinanza a casa), durante la visita in loco si possono valutare:

Una merenda con… Socrate e Platone! La filosofia per bambini

Filosofia-bimbi

La filosofia è curiosità: fare domande, non smettere di cercare, scoprire. E i bambini sono curiosissimi: con le loro continue domande per conoscere il mondo possiamo dire che sono dei filosofi “d’istinto”!

Io mi sono laureata in filosofia e le mie due tesi di laurea sono state entrambe sul “fare filosofia oggi”, cioè su come applicare la ricerca filosofica all’attualità, alla sociologia, alla politica. Per me la sfida dei filosofi oggi è proprio questa: continuare la ricerca filosofica in funzione della comprensione ed evoluzione degli scenari attuali.

Filosofeggiare = cercare, cercare, cercare.

Mentre preparavo la mia tesi sul rapporto della filosofia con la comunicazione e l’educazione mi sono avvicinata ad una nuova branca della filosofia, molto diffusa negli Stati Uniti e, purtroppo, ancora poco da noi, che è la filosofia per bambini.
Come stimolare – non insegnare perché lo sanno fare benissimo – i bambini a filosofeggiare, cioè ad interrogarsi sulla vita e sul mondo che li circonda?
La mia passione sulla tematica si è limitata alla lettura di qualche libro fino a quando, dopo anni, ho rincontrato una mia compagna di Università che ha approfondito l’argomento e ora conduce laboratori di filosofia con bambini di tutte le età.

Ho chiesto quindi a lei, Agnese Ambiveri, di raccontarci meglio di cosa si tratta.

Cosa vuol dire fare filosofia con i bambini?

Fare filosofia con i bambini per me significa innanzitutto divertirsi e imparare! Divertirsi con loro e imparare da loro. Sì, perché è incredibile quello che si può imparare dalle risposte e, ancor più, dalle domande dei più piccoli! Loro ci insegnano a non dare nulla per scontato, cosa che noi adulti purtroppo spesso facciamo. Fare filosofia con i bambini è davvero più semplice di quanto si possa pensare, perché proprio loro sono pieni di curiosità e meraviglia verso tutto ciò che è nuovo; sono dei piccoli Socrate: hanno tanta voglia di scoprire il mondo e trovano sempre la domanda giusta per costringerti a metterti in discussione e rivedere le tue certezze. Inoltre, al contrario degli adulti, non hanno alcun pensiero preconcetto sulle cose e la loro onestà intellettuale è disarmante. Credo davvero che siano dei piccoli filosofi!

Dove e come si svolge un laboratorio di filosofia per bambini?

Fino ad adesso i laboratori si sono svolti all’interno di librerie e biblioteche, ma mi piacerebbe molto riuscire a portarli all’interno delle scuole elementari.  Si parte sempre da un’introduzione sulla filosofia (“che cos’è secondo voi?”; “avete mai sentito questa parola?”. Mi piace molto far parlare i bambini!) e da una lettura. Ho usato spesso i libri di filosofia per bambini di Oscar Brenifier e di Emiliano di Marco, entrambi autori che adoro e che consiglio vivamente ad adulti e bambini. Dal brano letto emergono dei temi, delle domande, ad esempio: “che cos’è la verità?”, “chi sono io?”, “quando i sensi mi ingannano?”. La parte più ampia però è quella ludica: prendendo spunto da queste domande penso a dei giochi per i bambini. Mi piace dare libero spazio alla loro creatività e alla loro fantasia. Oppure costruire delle semplici scenografie che diventano per i bambini dei mondi magici (ad esempio la caverna del mito di Platone). Alla fine si raccolgono le impressioni dei bambini e mi piace farli andare a casa sempre con un ricordo del pomeriggio passato insieme.

Come reagiscono i bambini?

La maggior parte di loro, all’inizio, non sa di cosa si tratta. Così molti arrivano tra lo spaesato e l’incuriosito e spesso ho la sensazione che… “pendano dalle mie labbra”! Devo dire che ciò che mi dà più soddisfazione è il vederli partecipare attivamente al laboratorio. Certamente c’è chi interviene più spesso e chi rimane più intimidito, ma nella maggior parte dei casi ho trovato un ottimo livello di attenzione e partecipazione. Quando i genitori vengono a prendere i bambini, questi ultimi sono sempre contenti di mostrare a mamma e papà quello che hanno fatto!

La domanda/l’episodio più curioso che ti è capitato durante un laboratorio?

Alle volte i bambini danno risposte davvero sorprendenti!
Devo ammettere che, da adulta, a volte do per scontato che i bambini ancora non conoscano alcuni concetti, come ad esempio il significato della parola “filosofia”; finché… ad un laboratorio mi è capitata una bambina che si chiama Sofia (9 anni) e che, ovviamente, conosceva benissimo cosa significa “sophia” e addirittura cosa significa “philos”! Altre volte dimentico che noi adulti abbiamo un pensiero astratto, che talvolta ci fa dimenticare il significato letterale delle parole. Così una volta stavo spiegando che per Socrate la domanda più importante, che ogni uomo dovrebbe porsi è “Chi sono io?”, intendendo “Come sono fatto dentro?”; un bambino (5 anni) mi ha chiesto: “Cioè, come sono fatte le mie ossa?”! Mi ha spiazzata, la sua domanda era perfettamente lecita!

 Agnese vi aspetta al prossimo laboratorio!

Per informazioni: Agnese Ambiveri – agnese.ambi@gmail.com