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Una merenda con… Socrate e Platone! La filosofia per bambini

Filosofia-bimbi

La filosofia è curiosità: fare domande, non smettere di cercare, scoprire. E i bambini sono curiosissimi: con le loro continue domande per conoscere il mondo possiamo dire che sono dei filosofi “d’istinto”!

Io mi sono laureata in filosofia e le mie due tesi di laurea sono state entrambe sul “fare filosofia oggi”, cioè su come applicare la ricerca filosofica all’attualità, alla sociologia, alla politica. Per me la sfida dei filosofi oggi è proprio questa: continuare la ricerca filosofica in funzione della comprensione ed evoluzione degli scenari attuali.

Filosofeggiare = cercare, cercare, cercare.

Mentre preparavo la mia tesi sul rapporto della filosofia con la comunicazione e l’educazione mi sono avvicinata ad una nuova branca della filosofia, molto diffusa negli Stati Uniti e, purtroppo, ancora poco da noi, che è la filosofia per bambini.
Come stimolare – non insegnare perché lo sanno fare benissimo – i bambini a filosofeggiare, cioè ad interrogarsi sulla vita e sul mondo che li circonda?
La mia passione sulla tematica si è limitata alla lettura di qualche libro fino a quando, dopo anni, ho rincontrato una mia compagna di Università che ha approfondito l’argomento e ora conduce laboratori di filosofia con bambini di tutte le età.

Ho chiesto quindi a lei, Agnese Ambiveri, di raccontarci meglio di cosa si tratta.

Cosa vuol dire fare filosofia con i bambini?

Fare filosofia con i bambini per me significa innanzitutto divertirsi e imparare! Divertirsi con loro e imparare da loro. Sì, perché è incredibile quello che si può imparare dalle risposte e, ancor più, dalle domande dei più piccoli! Loro ci insegnano a non dare nulla per scontato, cosa che noi adulti purtroppo spesso facciamo. Fare filosofia con i bambini è davvero più semplice di quanto si possa pensare, perché proprio loro sono pieni di curiosità e meraviglia verso tutto ciò che è nuovo; sono dei piccoli Socrate: hanno tanta voglia di scoprire il mondo e trovano sempre la domanda giusta per costringerti a metterti in discussione e rivedere le tue certezze. Inoltre, al contrario degli adulti, non hanno alcun pensiero preconcetto sulle cose e la loro onestà intellettuale è disarmante. Credo davvero che siano dei piccoli filosofi!

Dove e come si svolge un laboratorio di filosofia per bambini?

Fino ad adesso i laboratori si sono svolti all’interno di librerie e biblioteche, ma mi piacerebbe molto riuscire a portarli all’interno delle scuole elementari.  Si parte sempre da un’introduzione sulla filosofia (“che cos’è secondo voi?”; “avete mai sentito questa parola?”. Mi piace molto far parlare i bambini!) e da una lettura. Ho usato spesso i libri di filosofia per bambini di Oscar Brenifier e di Emiliano di Marco, entrambi autori che adoro e che consiglio vivamente ad adulti e bambini. Dal brano letto emergono dei temi, delle domande, ad esempio: “che cos’è la verità?”, “chi sono io?”, “quando i sensi mi ingannano?”. La parte più ampia però è quella ludica: prendendo spunto da queste domande penso a dei giochi per i bambini. Mi piace dare libero spazio alla loro creatività e alla loro fantasia. Oppure costruire delle semplici scenografie che diventano per i bambini dei mondi magici (ad esempio la caverna del mito di Platone). Alla fine si raccolgono le impressioni dei bambini e mi piace farli andare a casa sempre con un ricordo del pomeriggio passato insieme.

Come reagiscono i bambini?

La maggior parte di loro, all’inizio, non sa di cosa si tratta. Così molti arrivano tra lo spaesato e l’incuriosito e spesso ho la sensazione che… “pendano dalle mie labbra”! Devo dire che ciò che mi dà più soddisfazione è il vederli partecipare attivamente al laboratorio. Certamente c’è chi interviene più spesso e chi rimane più intimidito, ma nella maggior parte dei casi ho trovato un ottimo livello di attenzione e partecipazione. Quando i genitori vengono a prendere i bambini, questi ultimi sono sempre contenti di mostrare a mamma e papà quello che hanno fatto!

La domanda/l’episodio più curioso che ti è capitato durante un laboratorio?

Alle volte i bambini danno risposte davvero sorprendenti!
Devo ammettere che, da adulta, a volte do per scontato che i bambini ancora non conoscano alcuni concetti, come ad esempio il significato della parola “filosofia”; finché… ad un laboratorio mi è capitata una bambina che si chiama Sofia (9 anni) e che, ovviamente, conosceva benissimo cosa significa “sophia” e addirittura cosa significa “philos”! Altre volte dimentico che noi adulti abbiamo un pensiero astratto, che talvolta ci fa dimenticare il significato letterale delle parole. Così una volta stavo spiegando che per Socrate la domanda più importante, che ogni uomo dovrebbe porsi è “Chi sono io?”, intendendo “Come sono fatto dentro?”; un bambino (5 anni) mi ha chiesto: “Cioè, come sono fatte le mie ossa?”! Mi ha spiazzata, la sua domanda era perfettamente lecita!

 Agnese vi aspetta al prossimo laboratorio!

Per informazioni: Agnese Ambiveri – agnese.ambi@gmail.com

8 cose che puoi fare mentre allatti (+1 per le blogger)

allattareVuotiamo il sacco: ci raccontano che allattare è piacevole, ma è vero?
Certamente dare il proprio latte fa molto bene al bambino sia per la sua salute che per creare un contatto stretto con la mamma che gli dà protezione, ma diciamoci la verità… stare bloccate per gran parte del giorno sul divano per dare da mangiare dal nostro seno è piuttosto limitante!
All’inizio sembra di non riuscire a far nulla, come se avessimo le braccia ingessate, o comunque solo una mano libera. Il tempo non passa, o meglio, si arriva a sera senza aver concluso nulla.

Io pian piano ho trovato dei piccoli escamotage per organizzarmi al meglio e sfruttare il tempo dell’allattamento (pressoché tutto il giorno per ora, siamo a un mese), per fare in contemporanea anche altro.
Ecco alcune idee, ma sono sicura che si potrebbero fare anche altre cose! Apro per questo motivo un sondaggio su cosa fate voi mentre allattate! 🙂

Vedere film/programmi tv. E’ la soluzione più facile e immediata. E’ sufficiente avere vicino un telecomando e si fa tutto, dalla scelta di cosa guardare, al volume. Difficoltà: bassa. Valutazione: per chi come me non ha mai sopportato la tv sarebbe triste iniziare ad alienarsi proprio durante questo momento della vita.

Utilizzare il telefono. Se hai uno smartphone puoi praticamente fare tutto e non cancellare la tua socialità. Telefoni all’amica, controlli Facebook, invii tweet, ti scrivi con le altre neomamme (puoi ad es. creare un gruppo su whatsapp con le mamme che hanno frequentato il corso preparto con te), inserisci e leggi i promemoria, etc. Difficoltà: bassa. Valutazione: attenzione a non eccedere e bisogna stare attenti a non tenere il telefono troppo vicino al bimbo per evitare di ricoprirlo di onde nocive.

Dormire. Notti insonni o anche semplicemente ore di sonno in meno: appena ci si rilassa e c’è silenzio attorno il crollo è inevitabile. Difficoltà: media perché rilassarsi non è poi tanto semplice… Valutazione: attenzione a non far cadere il bimbo!

Utilizzare il pc. Utilissimo per navigare su internet, visionare siti di shopping online, leggere giornali e dedicarsi alla lettura in generale. Difficile invece è scrivere: email brevi, eliminando le maiuscole e i punti di domanda (non riesco ancora ad arrivare con una mano sola dallo shift al punto di domanda dall’altra parte della tastiera!!!). Difficoltà: media. Valutazione: ottimo se ci si ricorda di metterselo vicino a sé e sul lato giusto rispetto al seno con cui si sta allattamendo prima che il bimbo si attacchi.

Leggere giornali/libri cartacei. Mai i “tempi di attesa” sono spesi bene come per leggere! Tutto questo tempo a disposizione per leggere quando vi ricapita? Attenzione però alla lettura che diventa meno rilassante quando non si riesce a girare pagina o il libro ci si chiude all’improvviso dopo acrobazie con le dita dell’unica mano utilizzabile per tenerlo aperto. Difficoltà: medio/alta. Valutazione: ottimi i giornali non spessi, comodi da tenere anche con una mano. Non è possibile farlo con tomi troppo pesanti: Dostoevskij tornerà tra le vostre mani in altri momenti.

Stare insieme ad altre mamme: gli spazi allattamento. I consultori familiari organizzano mattinate in cui le neomamme possono trovarsi in saloni adibiti all’”allattamento collettivo”: ci si ritrova, si chiacchiera, ci scambiano consigli e naturalmente…si allatta! Difficoltà: media (uscire di casa con i pupi a volte è un’impresa). Valutazione: ottimo per la psiche e la socialità della mamma, ottimo per i bimbi che durante gli incontri vengono pesati e controllati dal personale del consultorio.

Frequentare locali happy popping. Sono i bar, ristoranti, ma anche librerie, musei, locali pubblici che hanno spazi appositi per favorire un allattamento libero. Per riconoscerli è sufficiente vedere sulla loro vetrina l’adesivo che li contrassegna. Difficoltà: media, perché non è sempre semplice trovarne. Valutazione: ottimi per uscire con le amiche per un aperitivo, una cena, una visita ad una mostra accompagnate dal pupo.

Andare nei parchi. Complice la bella stagione, cosa c’è di più rilassante che uscire e fare un giro negli spazi verdi vicini a casa?! E’ facile trovare una panchina (all’ombra) in cui sedersi e allattare godendosi il relax e non stare chiuse in casa isolate dal mondo esterno! Difficoltà: media perché a volte, soprattutto nelle grandi città, non tutti gli spazi verdi sono family friendly. Valutazione: ai bambini stare all’aperto rilassa e favorisce il sonno… perché non provare!

E per le mamme blogger

Scrivere i prossimi post… con la mente! Pensare all’argomento, inventare il titolo, strutturare il post! E’ molto più semplice fare queste cose in un momento “di pace” in cui bisogna stare ferme per forza con il corpo, ma la mente è libera di creare! E quando il bambino dormirà sarà veloce mettere per iscritto un post già pronto nella nostra testa! Difficoltà: bassa. Valutazione: ottimo sia per distrarsi che per fermarsi a riflettere… cosa non banale nel tran tran della vita quotidiana con un bimbo!

E voi cosa fate mentre allattate?

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Muoversi in citta’: w la fascia!

Mercoledì mattina, ore 9: Davide ed io ci prepariamo per un appuntamento dall’altra parte della città. Dobbiamo prendere la metro nell’ora di punta, fare un cambio, attraversare una strada tramite un sottopassaggio .
Le mamme che vivono in città sanno bene che questo vuol dire affrontare un’impresa titanica se il bebé è in carrozzina/passeggino. La metropolitana significa per noi scale, ascensori non funzionanti, difficoltà a salire e trovare spazio sulla metro…
Ma noi siamo riusciti senza difficoltà grazie ad uno “strumento magico”: la fascia!

Fascia

La mia fascia lunga di 100% cotone è arrivata alcuni giorni fa grazie alle mie colleghe che me l’hanno regalata. Così ho letto le istruzioni per fare una “legatura base” e senza timore abbiamo affrontato la città.

Io mi sono sentita libera, con entrambe le mani “utilizzabili”: per prendere delle borse, per tenersi sui mezzi, per fare acquisti.

Davide, appena messo in fascia si addormenta quieto! Per i bimbi è come tornare in pancia, a strettissimo contatto con la mamma!

Ah, dove siamo andati? All’Associazione “Portare i piccoli” dove, grazie all’istruttrice Sarah Cinquini, ho imparato nuove legature sicure per far star bene il mio piccolo nella fascia.
Ora non ci ferma più nessuno! W la fascia!

Per imparare una legatura guarda il video con Sarah Cinquini ospite del programma Rai “Detto Fatto”:

Per informazioni:
http://portareipiccoli.org

Figli di coppie non sposate: quali diritti?

Primo incontro del corso preparto. Ci vengono dati tanti bigliettini: su ognuno c’è scritta la parola chiave di un argomento (travaglio, prodotti per l’infanzia, coppia, corpo, epidurale, cordone ombelicale, etc.). Dobbiamo fare un lavoro di gruppo: scegliere tra i tanti biglietti quelli con le tematiche che vorremmo affrontare durante il corso.

Al termine del nostro lavoro (in cui emerge che vorremmo parlare…pressoché di quasi tutto!), una futura mamma condivide con tutte noi un argomento su cui vorrebbe avere maggiori informazioni, ma che non è presente tra i tanti post-it: i diritti dei bambini figli di coppie non sposate. L’argomento non è previsto nel corso preparto ma, visto che scopriamo che tutte noi non siamo sposate, subito l’ostetrica ci dice che organizzerà una mini-sessione informativa.

Tornata a casa inizio a googlare sull’argomento e scopro che è di interesse sempre a più coppie considerato soprattutto che è da poco uscita una nuova legislazione su questo tema. Su internet trovo di tutto, così ho fatto una chiacchierata chiarificatrice con l’Avv. Silvia Cagna, particolarmente sensibile alla materia del diritto di famiglia, per conoscere le eventuali differenze legali tra figli nati da una coppia sposata e quelli nati da genitori non uniti in matrimonio.

Ecco le domande che le ho fatto e le sue risposte.

Famiglia@Flickr –  My Name Is Mudd

 

Quali sono le più importanti novità della nuova legge che garantisce i diritti dei bambini nati da coppie non sposate?

Un’app per trovare il parco giochi più vicino a te!

parchi-gioco

Sei una neomamma che vuoi conoscere i parchi gioco del tuo quartiere tramite le recensioni delle altre mamme? Oppure stai programmando le vacanze e vuoi sapere se nei dintorni ci saranno parchi gioco per i tuoi figli?

Mary Franzoni, mamma di Reggio Emilia e grande viaggiatrice, ha creato un’app facile da usare e davvero utile: basta inserire una località e appariranno i parchi gioco presenti nella zona. Chi li inserisce e recensice? Naturalmente gli utenti! Chiunque può inserire i parchi gioco che conosce e segnalarli agli altri genitori!

L’app è collegata anche ad un blog: www.playgroundaroundthecorner.com

Frasi per la nascita

nascita

Quando nasce un bambino arrivano messaggi “da ogni fronte”: posta, email, whatsapp, facebook, twitter. Con l’utilizzo dei social la notizia di una nascita arriva a tutti in poche ore… anche ai tuoi compagni di classe che non vedi da una vita e non riconosceresti se li incontrassi per strada!
E così, in questo momento speciale della vita, ricevi tantissimi messaggi di auguri e di vicinanza, tra cui frasi e citazioni famose sull’esperienza dell’inizio della vita e sul ruolo di mamma.

Condivido le più belle che ho ricevuto e che possono essere utilizzate per fare gli auguri ad altre neomamme:

Eravamo figli e adesso siamo genitori. Sono passati tanti anni, ma così poco tempo, che a volte ci sorprendiamo nel cambio di ruolo. Improvvisamente guardiamo la nostra infanzia e i nostri genitori sotto una nuova luce. Guardiamo i nostri figli e ci domandiamo quale giorno, quale frase, quale avventura, rimarrà registrata nella loro memoria per sempre, quali dolori rimarranno inchiodati nella loro anima e quale allegria conserveranno come un tesoro. I giorni più felici di tuo figlio stanno per arrivare. Dipende da te.
Carlos Gonzales, Besame mucho

Possano le donne comprendere, sentire: “sono sua madre” e non “è mio figlio”. E tra le due frasi c’è un mondo e tutto l’avvenire del bambino. F. Leboyer

Il bambino chiama la mamma e domanda: “Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?” La mamma ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino. “Eri un desiderio dentro al cuore.” Tagore

Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre.
Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.
Enzo Biagi

La parola più bella
sulle labbra del genere umano è “Madre”,
e la più bella invocazione è “Madre mia”.
E’ la fonte dell’amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
Kahlil Gibran

Infine una citazione di Gibran che amo molto e che è il mio augurio per tutte le neomamme:

I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perchè la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.
Kahlil Gibran